Autore:
Stefano Cordara

Si chiama FAP, Filtro Attivo Antiparticolato, ed è l’arma che Peugeot ha realizzato per annientare fuliggine e micropolveri dai gas di scarico. Montato sui motori HDI della 607, 406 e 307 (ma non su tutti, perché?), il Fap promette di eliminare quasi completamente il particolato, il residuo solido della combustione che viene espulso dai tubi di scarico di tutti i motori a scoppio, in particolare dei diesel. 

Il sistema è costituito da un supporto filtrante in carburo di silicio, un precatalizzatore e un software di comando per l'autodiagnosi del sistema e la pulizia automatica del filtro che così non s’intasa mantenendo intatte le capacità filtranti originarie.

Il FAP non è certo una novità, sono già diversi mesi che la Peugeot lo utilizza sui suoi motori. La novità è che è adesso la sua efficacia è stata comprovata sperimentalmente dall’ADAC (l'Automobile club tedesco), che in collaborazione con l’ufficio federale per l’ambiente lo ha messo alla prova con un long term test di 80mila chilometri. Le misurazioni di controllo sono state effettuate ogni 20mila chilometri, dando ottimi risultati. Le emissioni di particolato sono, infatti, rimaste costanti, il filtro attivo antiparticolato ha mantenuto la sua efficienza per l’intera durata del test.

Agli amanti delle cifre diciamo che nella media ponderata dei controlli è stata riscontrata solamente la presenza di 0,001 g/km di particolato. Viene così rispettato ampiamente, già oggi, il valore limite di 0,025 g/km previsto dalla normativa europea del 2005.

La quantità di particolato ultrafine è, anch’essa, appena misurabile. Secondo i dati pubblicati dall’ADAC, nelle stesse difficili condizioni d’utilizzo, la Peugeot 607 emette allo scarico una quantità di particolato 10mila volte inferiore a quella di un moderno motore Common Rail senza FAP.

Per chi guida, la presenza del filtro attivo antiparticolato non determina alcuna controindicazione. Il FAP si rigenera automaticamente ogni 500 chilometri circa, bruciando le particelle carboniose e ricreando l'efficacia del filtro senza che l’automobilista se ne accorga.

L’ADAC ha promosso dunque a pieni voti il FAP, e se da una parte spinge tutte le case a dotarsi di dispositivi simili, dall’altra spinge il governo a lanciare campagne d’incentivi per l’acquisto di auto a gasolio che non emettono particolato, sulla falsariga di quanto avvenuto in passato per le auto catalizzate.


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