Autore:
Lorenzo Centenari

NON E' UN PAESE PER GIOVANI Italiani, popolo di anziani: sette persone su dieci superano i 65 anni di età. Vecchi gli individui, vecchie anche le loro automobili: il 70,5% ha più di otto anni di vita alle spalle. Ciò significa che al 31 dicembre 2016, del parco circolante complessivo soltanto il 29,5% è stato acquistato negli ultimi sette anni. Facciamo finta che per un veicolo a motore il tempo scorra come per i gatti? Moltiplichiamo allora gli anni/auto per sette. Gli italiani e le loro autovetture sono coetanei. 

BEATI GLI ULTIMI A fotografare lo stato di anzianità del parco auto nazionale è l'Osservatorio Autopromotec, il Centro ricerche della rassegna internazionale di attrezzatture e aftermarket automobilistico. Dai dati emerge come il tasso di rinnovo sia largamente inferiore ai valori che registrano i principali mercati dell'Unione Europea: al primo posto per quota di sostituzione figura la Gran Bretagna, Paese dove oltre un'auto su due tra quelle circolanti (52,1%) è stata acquistata dal 2010 in avanti. Seguono a breve distanza la Germania (47,4%) e la Francia (43,4%). Tra i big market dell'Unione, l'Italia figura dunque in quarta e ultima posizione.

15 ANNI E (NON) SENTIRLI Nonostante la sensibile ripresa del mercato del nuovo, a un indice di rinnovo assai modesto va aggiunto che attualmente, sulla rete stradale italiana, secondo gli ultimi dati Aci disponibili si muovono 11,1 milioni di autovetture (il 29,3% del totale) con oltre 15 anni di età. Si tratta quindi di esemplari Euro 0 (non catalizzati), Euro 1, Euro 2 ed Euro 3, modelli dai livelli di sicurezza, e soprattutto di emissioni inquinanti, molto superiori rispetto alle auto di più recente produzione. 

NEL VECCHIO SUD L'Osservatorio Autopromotec registra infine come tra il Nord e il Sud della Penisola la forbice, come spesso accade, sia letteralmente spalancata. A fronte del tasso di rinnovo del 40% nel Nord Est e del 36% al Nord Ovest, nel Meridione l'incidenza di auto nuove sul parco auto complessivo si ferma a un misero 15% (15,2% nelle Isole). Con dirette ricadute sia in termini di inquinamento, sia in chiave sicurezza stradale. Un motivo in più, per gli automobilisti del Mezzogiorno (ma non solo) in partenza per le vacanze estive, per accertarsi che il proprio mezzo sia in ordine. E non rappresenti un rischio per sè, e per gli altri incolpevoli utenti del traffico. 


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