Autore:
Marco Congiu
FIGLIE DELL'ACCORDO Dall'acquisizione di Opel da parte del Gruppo PSA sono trascorsi ormai 6 mesi, in cui l'accordo è stato perfezionato e avallato anche dall'Unione Europea. Opel, uscita dalla galassia General Motors, torna a respirare aria d'Europa, dal momento che nei prossimi modelli l'influenza delle tecnologie del gruppo francese sarà sempre più evidenti.
 
CI VOGLIONO ANNI Cambiare il processo e la struttura produttiva di un'azienda automobilistica non è assolutamente un procedimento immediato. Per vedere le prime Opel "figlie" di PSA ci vorranno degli anni, come confermato dal Responsabile Ricerca e Sviluppo PSA Gilles Le Borge al settimanale tedesco Automobilwoche. «Adotteremo gradualmente piattaforme e motori PSA sulla gamma Opel. Questo però non succederà dall'oggi al domani, ci vorranno anni. La Opel sfrutterà l'esperienza della nostra ristrutturazione, vogliamo incrementare le sinergie ad ogni sostituzione di modello.»
 
UNO SGUARDO AI LAVORATORI La situazione di Opel interessa molto da vicino tutti i dipendendi della casa della saetta, a qualsiasi livello ed in qualsiasi nazione, a cominciare dagli occupati nel nuovo centro di Rüsselsheim. Costato 210 milioni di euro, l'impianto è focalizzato sula ricerca di motori e trasmissioni, impiegando circa 800 dipendenti. Le Borgne prova a far chiarezza sulla questione: «Tutti i modelli Opel verranno sviluppati a Rüsselsheim, anche se non ci saranno duplicazioni all'interno del Gruppo PSA. Ogni centro avrà chiare responsabilità.»

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