Autore:
Luca Cereda

PIT STOP Chi causa un grave incidente e si ferma a prestare soccorso non deve essere arrestato in flagranza di reato. Questo stabilisce l’emendamento che, approvato ieri a scrutinio segreto (247 sì e 219 no) ha fatto andare sotto il governo alla Camera, rallentando per l’ennesima volta l’approvazione definitiva della legge sull’omicidio stradale. Il testo modificato viene, così, nuovamente rimpallato al Senato (dove aveva già ottenuto l’ok) prima di diventare legge.

COSA CAMBIA L’impianto normativo non cambia nella sostanza, ma, recita il nuovo emendamento approvato su proposta di Francesco Paolo Sisto (Forza Italia) “il conducente che si fermi e occorrendo presti assistenza a coloro che hanno subito danno alla persona, mettendosi direttamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall’incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose, non è soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato”. Nel testo precedente era invece previsto l’arresto facoltativo. Restano invece le pene inasprite per chi, guidando ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, provoca la morte di una o più persone  (tra i 5 e 18 anni di prigione in base alla gravità dei casi) e la revoca della patente da 5 a 30 anni. Ecco, nel dettaglio, cosa prevede il decreto legge sull’omicidio stradale: clicca qui http://bit.ly/1P7wzpC.


TAGS: codice della strada burocrazia auto omicidio stradale francesco paolo sisto emendamento forza italia omicidio stradale governo renzi battuto alla camera scrutinio segreto omicidio stradale legge omicidio stradale breaking news