Autore:
Gilberto Milano

Automobilisti e motociclisti non fa differenza. Tutti fermi dalle otto alle dieci di mattina e dalle 16 alle 19. In pratica nelle ore più importanti per la maggior parte di chi si reca al lavoro con un mezzo proprio. Un bel problema per le migliaia di persone costrette a trovarsi in pochi giorni un’alternativa utile per superare il divieto.

Le scelte non sono molte, anzi, sono praticamente obbligate: o si acquista un’auto nuova, con quel che la soluzione comporta, o ci si adatta a utilizzare i mezzi pubblici, già insufficienti in quelle ore, oppure, e forse è la soluzione più sana, si va a letto prima e ci si sveglia prima.

Alle otto tutti in ufficio, mentre, per chi inizia più tardi, ci sono i bar (sicuramente fumosi) dove trascorrere l’attesa dell’ora giusta. Ci sarebbe anche la soluzione sociale (per non dire socialista) di condividere il viaggio con un "compagno" più fortunato, ma anche questa non è impresa facile realizzare.

Curioso comunque che queste cose capitino sempre d’inverno. Chissà se il presidente della Regione Lombardia o qualcuno dei suoi consiglieri, si sia chiesto il perché della stagionalità dell’inquinamento atmosferico. Non sarà forse che c’entri qualcosa il riscaldamento delle abitazioni che, come dice il sindaco di Milano Gabriele Albertini, "è responsabile in inverno per il 60-70% delle polveri sottili"?

E di quanto, in termini percentuali, pensa di abbattere quel restante 30-40% di polveri sottili dovuto ai mezzi di trasporto vietando di circolare ai suddetti "sfigati" non catalizzati? Basteranno poche ore di blocco per risolvere il problema dello smog? Da utenti, ci permettiamo umilmente di avere qualche dubbio. E, ci consenta il presidente della Regione Lombardia, anche qualche sospetto malizioso.

Perché non saranno quelle poche migliaia di mezzi bloccati nelle ore di punta a risolvere il problema. Sempre meglio di niente si obietterà. Vero, ma il problema resta in tutta la sua gravità. Di sicuro non si risolve. E poi, perché prendersela solo con i non catalizzati quando è dimostrato che la maggiore quantità di polveri sottili è prodotta dai motori diesel? Forse perché il blocco dei diesel provocherebbe il blocco totale dei mezzi pubblici oltre che della metà del parco automobilistico circolante?

Sembra, tanto per fare l’esempio del gasolio e di Milano, che oltre l’ottanta per cento degli edifici pubblici (scuole, amministrazioni eccetera) utilizzi ancora questo tipo di combustibile per alimentare le caldaie (che non sono catalizzate come le auto). Riconvertire a metano SOLO questi edifici significherebbe eliminare tonnellate di polveri sottili all’anno.

Ecco allora che sorge il sospetto malizioso, e cioè che più che un provvedimento utile a combattere l’inquinamento atmosferico, quello voluto dal Presidente della Regione Lombardia non sia altro che un manifesto utile per altri fini. Ai lettori decidere quali.

La conferma viene dallo stesso provvedimento. O meglio dalle sue eccezioni. Il blocco dei non catalizzati è valido infatti solo dal lunedì al venerdì, mentre viene sospeso nei fine settimana e nei giorni festivi infrasettimanali. Tranquilli, allo shopping natalizio in centro potranno andarci tutti. In auto e in moto naturalmente.


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