Autore:
Alberto Grisoni


Nella storia dellacartografia
, dall'Ecumene di Anassimandro a Google Maps, il sogno dell'uomo è sempre stato lostesso: riprodurre perfettamente la realtà su un supporto portatile,portarci in giro una rappresentazione fedele del mondo per sapere sempre doveci troviamo e dove andare.

E se una volta la riproduzione era su carta, con atlantistradali non sempre così portatili, daqualche anno il supporto è lo schermo del navigatore satellitare o deltelefonino, che possono contenere la mappatura dettagliata dell'intero pianetain una minischeda di memoria.

Come ai tempi di Colombo si navigava guardando le stelle, anche oggi le indicazioni vengono dalcielo, o più precisamente dallo spazio: riferendosi al segnale che ilnavigatore riceve da tre o quattro satelliti, è possibile conoscere la propriaposizione sul pianeta. Con un errore massimo di pochi centimetri.

Ma non mi basta sapere dove sono, devo anche sapere che cosac'è intorno a me e dove si trova la mia destinazione. La rappresentazione dello spazio si è arricchita negli anni grazie alprogresso tecnologico. Già oggi gli utenti possono disporre di informazionivisive sul luogo in cui si trovano: i poligoni degli edifici che cicircondano in una città, ad esempio, conla segnalazione di monumenti, ristoranti, aree di servizio e qualunque altracosa possa essere utile a chi si trova in viaggio. E' l'ibridazione della mappacon le pagine gialle, con in più la possibilità tutta internettiana diselezionare quello che vogliamo sapere dalla montagna di informazionidisponibili.

Se una mappa serve a raggiungere un luogo, deve anchecontenere le indicazioni per farlo il più facilmente possibile. Navteq, ad esempio, offre tecnologie comela Extended Lanes, che fornisce assistenza quando ci troviamo in svincolicomplicati, con segnali visivi, testuali e audio sulla direzione daprendere. E ancora Speed Limits, che ciavvisa se abbiamo superato il limite di velocità o se c'è qualche limitazionealla circolazione, e Camera Alert, che ci bisbiglia furtivo dove si trovano letelecamere e i radar.

La quantità di informazioni con cui possiamo arricchire lamappa è enorme. Il Satellite Imagery hapermesso di aggiungere realismo alla mappa sul display, con fotografie dellaTerra riprese dal satellite per orientarsi meglio nel mondo reale; diprovenienza spaziale anche il DigitalTerrain (DTM) che offre altimetrie e informazioni tridimensionali permigliorare la rappresentazione dei paesaggi non urbani, ad esempioassociando il colore all'altezza sul livello del mare. Una convenzione storicadella cartografia: e siamo quasi al punto di partenza.

La domanda da farsi è checosa ci riserveranno i navigatori satellitari del futuro: l'evoluzione sembraessere quella della realtà virtuale, degli spazi tridimensionali in cui civedremo immersi sullo schermo, perfetta riproduzione dell'ambiente intorno anoi. Ci si sente meno persi, se si vede lo stesso mondo sullo schermo e sulparabrezza.