Autore:
Luca Cereda

Benzina, diesel e ora anche Gpl. La "low cost” di Mini, la Mini Ray, amplia la sua offerta sotto il cofano per viaggiare più spedita sul mercato. Nel suo segmento di riferimento cresce sempre di più il numero dei modelli bifuel: è bene, dunque, farsi trovare pronti.

Il prezzo non cambia di una virgola rispetto alla versione a benzina, la prima Mini Ray. Grazie ai contributi statali e allo sconto offerto dalle concessionarie, l'esborso si ferma a 15.900 euro. Avendo un un'auto da rottamare, poi, si può spuntare un prezzo finale di 14.400 euro. Identiche sono anche le possibilità di personalizzazione, a parte la richiesta del ruotino di scorta e del cambio automatico.

Il Gpl è abbinato al 1.4 benzina, 16 valvole da 75 cavalli che caratterizza le "Ray”. Quando è alimentata a Gpl, la Mini Ray G sviluppa fino a 71 cavalli di potenza e – stando ai dati comunicati dalla Casa – permette di percorrere 100 km nel ciclo misto con soli 7,1 litri di carburante (costo medio circa 4 euro) ed emettendo 115 g/km di CO2. L'autonomia complessiva della Ray G arriva invece a 1.100 chilometri, garantiti in parte dai 40 litri di serbatoio-benzina e in parte dai 30 (24 effettivi) del serbatoio-gpl.


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