Autore:
Gilberto Milano

Per ora siamo ancora alle dichiarazioni di intenti, e poi si tratterebbe solo un Bmw serie 7 a idrogenoSalone per l’auto ecologica, non di una classica esposizione con stand miliardari ricchi di auto e belle ragazze. Ma si sa come vanno queste cose: si comincia con un saloncino a tema e poi… E’ anche vero però che se Torino non è in grado di allestire un Salone dell’Auto è legittimo che ci provi qualcun altro.

L’idea lombarda sarebbe quella di organizzare nei padiglioni della Fiera di Milano una variante nemmeno tanto lontana dal tema che avrebbe sviluppato il Salone torinese se si fosse tenuto; come si ricorderà, proprio per marcare la nuova identità della manifestazioni torinese, gli organizzatori avevano addirittura cambiato nome in AutoNext. E poi, chi meglio del capoluogo lombardo potrebbe ospitare un simile evento? Le strutture ci sono, la volontà politica pure, la sensibilità ecologica indiscutibile e ora anche le iniziative concrete. L'ultima è di poche ore fa.

Dal primo marzo sarà vietato l’ingresso in città ai Tir, dalle 7,30 del mattino fino alle 21,00 di sera. Tir e mezzi pesanti potranno superare la cerchia della circonvallazione esterna (per i milanesi, quella percorsa dalla filovia 90 e 91) solo durante le ore notturne. A metà marzo scatteranno inoltre severe limitazioni per chi dovrà scaricare merci all’interno della cerchia dei navigli. L’operazione sarà autorizzata solo tra le 10,30 e le 12,30 e tra le 19,00 e le 7,30 del mattino successivo.

Una rivoluzione, che ha già sollevato forti proteste da parte di commercianti e

associazioni degli autotrasportatori ma che segna una nuova strada per la lotta all’inquinamento atmosferico. Una variante è quella approvata dal Consiglio comunale di Firenze che ha triplicato il prezzo del ticket a carico dei 70 mila pullman di turisti che ogni anno invadono la città toscana. Da marzo, per entrare in città con il torpedone si dovranno pagare 155 euro il primo giorno e 85 euro i giorni successivi.

Sempre meglio comunque di quanto approvato dal sindaco di Londra

che, in sintonia con la Casa regnante locale, ha reintrodotto la "gabella": dal prossimo febbraio, chi vorrà andare in centro a Londra con la propria auto dovrà sborsare cinque sterline, poco più di otto euro. Questo in attesa di applicare una tassa sulla percorrenza calcolata non solo in base al numero di chilometri percorsi ma differenziata anche da via a via. Un satellite registrerà i vari percorsi e applicherà le tariffe in modo da tassare maggiormente che chi viaggerà in centro o in determinate zone "calde" stabilite dal Comune.

E’ l’apoteosi del Grande fratello

, un metodo già applicato da una Compagnia assicuratrice statunitense che per calcolare le proprie polizze installa un trasmettitore satellitare sulle vetture dei clienti: l'ammontare varia secondo le zone attraversate e dai rischi di furto o incidente che queste comportano. C’è solo un problema da risolvere: come la mettiamo con la privacy?