Autore:
Luca Cereda

DISMISSED Dopo quasi dieci anni di sfortunata carriera, Mercedes ha deciso di “scaricare” la Maybach. Nessun progetto verrà più sviluppato da ora in poi: il braccio-limo di Mercedes chiuderà effettivamente nel 2013, ma la sua fine è già stata annunciata da giorni. D’ora in poi la Casa di Stoccarda farà tutto da sé, limousine comprese, sfruttando la base della prossima generazione della Classe S per allestirci sopra delle varianti extra lusso. In programma ci sono varianti Classe S a passo lungo e una S600 Pullman; andranno invece in pensione le Maybach 57 e 62.

IL PIATTO PIANGE Il perché di quest’abbandono? Questione di convenienza, ovvio. La Maybach da tempo registrava vendite piuttosto inconsistenti e nell’ultimo anno si è addirittura limitata a 180 pezzi su scala mondiale. Ma il fallimento non può essere ridotto a una mera questione di numeri. La storia della Maybach è anche quella di un brand che, nei suoi sviluppi più recenti, non ha saputo costruirsi un pedigree all’altezza di Bentley e Rolls-Royce. Due marchi che l’allora DaimlerChrysler, tra l’altro, aveva corteggiato a lungo prima che passassero a Volkswagen e Bmw, e soprattutto prima di decidere di rilanciare il marchio Maybach per annettere alla propria gamma una linea extra-lusso.

NIENTE ASTON, SI FA IN CASA Un flirt con Aston Martin, con l’idea di sviluppare una partnership per la realizzazione dei modelli futuri, è stato l’ultimo, vano tentativo di salvare la Maybach. Incassato il due di picche all’inizio del 2011, Mercedes ci ha riflettuto su. “Meglio perseverare con un brand di scarso appeal oppure lanciare un extra-lusso firmato Mercedes?”. Ha prevalso la seconda ipotesi, logicamente, considerando le riduzioni dei costi e la possibilità di attingere alla tradizione Mercedes per valorizzare il pedigree. Così di fatto, nel 2013, abbasserà definitivamente le serrande un’azienda dalle origini lontane, ma dalla storia travagliata.

DAI DIRIGIBILI… Gli albori della Maybach risalgono addirittura ai primi del Novecento, quando Ferdinand Von Zeppelin (inventore del dirigibile) e Wilhelm Maybach (dimissionario dalla  Daimler Motoren Gesselschaft) si misero in società per costruire motori per dirigibili. Da lì nacque l’azienda che, con la morte di Zeppelin, Karl Maybach, figlio di Wilhelm, ereditò nel primo dopoguerra ribattezzandola Maybach Motorenbau,  convertendola in un’impresa orientata al mercato degli autoveicoli.

… ALLE AUTO Inizialmente la Maybach produceva solo motori, non autovetture finite. Poi un bel giorno, per colpa della Spyker, si ritrovò con un ordine insoluto di 1000 motori sul groppone, e da lì Karl Maybach decise di svoltare. La prima auto Maybach nacque nel 1921, si chiamava W3; a spingerla c’era un 6 cilindri in linea capace di una potenza massima di 70 cavalli. A seguire uscirono la Typ 12, la DS7 e la DS8, finché, con l’incombere della seconda guerra mondiale, la Maybach fu reindirizzata esclusivamente alla produzione di motori, nella fattispecie destinati a carri armati e a motoscafi militari tedeschi.

GLI ANNI DUEMILA Subito dopo la morte di Karl Maybach nel 1960, l’azienda fu rilevata dalla Daimler Benz. E la sua storia, piuttosto “dormiente”, è tornata a scrivere pagine importanti solo nel 2002, quando la Maybach ha ripreso a vivere producendo i modelli 57 e 62, due berlinone di lusso con motore e chassis della Mercedes. L’obiettivo era quello di rivaleggiare a testa alta con Rolls Royce e Bentley, ma sappiamo già come è andata. Gli ultimi due sussulti nel 2005, quando venne presentata la concept Exelero, e quindi nel 2009, anno della Maybach Zeppelin a tiratura limitata di 100 pezzi. Ora restano solo i titoli di coda.    


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