Autore:
Giulia Fermani

NUMERI CHE CONTANO Esce in questi giorni la Guida Michelin 2015, sessantesima edizione italiana del libro che, per antonomasia, viene considerato la bussola gastronomica per i palati più fini. Un’edizione storica, non solo per la ricorrenza. A oggi, infatti, la Guida Michelin Italia è, per i suoi contenuti, una delle più preziose edizioni del Bibendum, seconda al mondo per numero di ristoranti stellati (332) e forte di una nutrita quota rosa: sono infatti italiane oltre il 40% delle donne stellate del mondo.

UN PO’ DI STORIA La Guida Michelin è uscita per la prima volta in Francia nel 1900, pensata allora con lo scopo di spingere gli automobilisti transalpini a viaggiare di più. L’idea? Fornire loro gli indirizzi dei posti migliori dove mangiare e dormire. La ricetta, semplice e al contempo geniale, funzionò, ma fu esportata in Italia solo nel 1956, in pieno boom economico. Così, durante questi primi sessant’anni, la Guida Michelin Italia ha registrato i cambiamenti delle strade e, al tempo stesso, i cambiamenti nel modo di viaggiare degli italiani. Dalle carte stradali e l’immancabile tomo nel cruscotto, in oltre mezzo secolo di storia si è arrivati all’app della Guida Michelin (disponibile gratuitamente per iOS e Android) che trasferisce comodamente nello smartphone  tutti i contenuti dell’edizione cartacea. Un must per chi è sempre in cerca di quei ristoranti che “valgono il viaggio”.