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Redazione

 “Siamo entrati in una fase strutturale di prezzi bassi del petrolio, che si dovrebbe protrarre per almeno altri due anni.” A dirlo, a margine della conferenza Onu sul clima, l'ad di Eni, Claudio Descalzi.

Le aziende, quindi, si devono adattare: si sta creando un grosso gap d'investimenti, ridotti già di 200 miliardi di euro tra il 2014 e il 2015. Anche per il 2016 potrebbe verificarsi un nuovo taglio, pari a 150 o 200 miliardi di euro. Di conseguenza, fra tre anni potrebbe esserci un buco di offerta rispetto alla domanda e i prezzi alla pompa saliranno.

Negli ultimi due anni i prezzi del gas sono diminuiti negli USA e in Europa del 50%, e in Asia del 70% raggiungendo i livelli più bassi registrati dalla fine degli anni '90. Le Compagnie internazionali stanno rimandando o annullando i progetti più complessi e riducendo gli investimenti per migliorare la produttività dei campi esistenti.

L’offerta continua a superare la domanda soprattutto grazie agli aumenti di produzione dell’Arabia Saudita e dell’Iraq. A tutto ciò bisogna aggiungere che la struttura dei costi non è allineata ai prezzi. Mentre i prezzi del greggio sono scesi di circa il 70%, i costi sono calati solo del 15-20% e sono ancora basati sui livelli di prezzo di circa 80 dollari al barile.

In questo contesto, il Medio Oriente e il Nord Africa, che attualmente detengono il 36% della produzione globale di petrolio, hanno il potenziale per essere ancora più centrali nello scenario energetico, nonostante le tensioni e i disordini politici. Grazie anche ad una grande quantità di riserve di olio e gas, che costituiscono il 50% delle riserve petrolifere mondiali e il 40% delle riserve di gas al mondo.

Il giacimento egiziano di gas di Zohr, infatti, è solo l’ultima di una serie di scoperte che hanno portato all’identificazione di volumi significativi di gas nell’area offshore del mediterraneo orientale nel corso degli ultimi anni. Potrebbe quindi crearsi un nuovo hub del gas, che potrebbe dare un forte impulso allo sviluppo e contribuire alla stabilità dell’intera regione, dal Nord Africa al Medio Oriente.

In conclusione, i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa stanno affrontando uno scenario difficile, dovuto alle tensioni geopolitiche, ma hanno anche tutte le condizioni più favorevoli per ribaltare la situazione nel medio/lungo termine, sfruttando l’enorme quantità di riserve di olio e gas con costi operativi bassi, in entrambi i settori dell’Oil & Gas. 


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