Autore:
Gilberto Milano

L'incidente è avvenuto sabato 15 settembre sulla pista maledetta di Lausitzring, vicino Dresda, in Germania, dove il 25 aprile scorso un altro italiano, Michele Alboreto, non ha avuto altrettanta "fortuna". Una strana sovrapposizione di date con il GP di Monza, aveva relegato in secondo piano il debutto di una gara di Formula Cart, la Formula Uno degli americani, su una pista del Vecchio Continente. Un mini tour europeo che sabato prossimo porterà questo folcloristico circo a stelle e strisce sulla pista di Rockingham, in Inghilterra.

Alex era al suo ritorno in questa Formula, aveva conquistato il titolo assoluto per due anni consecutivi, nel 1997 e nel 1998, ed era diventato una autentica superstar nel mondo sportivo statunitense. Poi la deludente parentesi in Formula uno con la Williams nel 1999 (in 16 GP disputati non riuscirà mai ad andare a punti), quindi il divorzio e la decisione, quest'anno, di ritornare dove meglio aveva potuto esprimersi.

Correva per la Scuderia Mo Nunn Racing, e negli Usa oltre che per le sue capacità di pilota si era fatto amare anche per il suo carattere estroverso, allegro, semplice. Come il frutto dell'ananas che campeggia nella home page del suo sito ufficiale, simbolo di ospitalità, di benvenuto, di amicizia, di dolcezza.

Bolognese, compirà 35 anni il 26 ottobre, sposato e con un figlio di tre anni, Alex ha iniziato a correre con i kart conquistando cinque titoli europei prima di debuttare in F3 nel 1989 (due volte secondo, nel 1990 e 1991).

Nel 1991 il salto di qualità in F1, nella Jordan, a sostituire nelle ultime tre gare nientemeno che Michael Schumacher, passato alla Benetton. Ne 1992 è collaudatore alla Benetton e nel 1993 alla Lotus. Un grave incidente nel GP del Brasile lo costringerà a saltare la stagione per rientrare nel 1994, sempre alla Lotus. Gli scarsi risultati lo lasciano a piedi nella stagione 1995, e in questo periodo maturerà la decisione di sbarcare negli Usa. Sarà la sua fortuna... e il suo dramma.

 

 

 

 


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