Autore:
Roberto Tagliabue

SVEGLIA NATURALE Sarà per una questione anagrafica, io la Lamborghini Automobili abbiamo la stessa età, ma poco dopo l’alba sono già sveglio. Terminata la colazione ho quindi  il privilegio di raggiungere tra i primi il parco chiuso, dove ha dormito la mia nuova amante. La saluto con il dovuto riguardo, lei sonnecchia ancora. È tutta coperta di rugiada ma ha riposato in compagnia delle 349 sorelle, quasi tutte sorelle maggiori, che sicuramente le avranno raccontato qualche aneddoto della loro vita sulle strade del mondo.

PASSO IN RASSEGNA Come il Colonnello che fa ispezione in caserma, passo in rassegna la truppa, invero non proprio tutta, perché le Lambo sono divise in due gruppi: sul lungomare, dove c’à la mia Gallardo, e nella piazza centrale di Forte dei Marmi. Nella mia ricognizione scopro con dispiacere che l’amico austriaco, che a Milano guidava prima della partenza stando seduto sulla battuta della portiera, ha baciato qualche muretto. Il radiatore dell’olio perde, il doppio faro non si sente molto bene, ma lui è ottimista: è sicuro che riuscirà a partire e concludere il suo Grande Giro Lamborghini.

ARRIVANO LE STAR Un po’ alla spicciolata arrivano tutti, compresa l’originale coppia giapponese, quelli della Lambo fuxia, che catturano l’attenzione dei fotografi e, inevitabilmente, anche la nostra. C’è chi si studia il percorso, chi asciuga con i fazzoletti di carta la propria amata, chi installa le videocamere, chi freme, come noi, per poter partire.

FINALMENTE SI PARTE  Lasciata Forte dei Marmi attraversiamo Pisa e la sua splendida piazza dei Miracoli tra tanti turisti, alcuni esterrefatti ma quasi tutti piacevolmente stupiti, forze dell’ordine locale in alta uniforme e volontari che sventolano bandiere con entusiasmo, insomma, l'abituale tripudio di folla da Mille Miglia al quale non si riesce a fare l'abitudine tanta è l'emozione.

MAREMMA! Non si tratta della classica esclamazione da vernacoliere ma è il nome del territorio che stiamo attraversando. Meno piatto di quanto i ricordi dell’infanzia, e non solo, mi avevano lasciato, ricco invece di suggestivi tratti lungo la costa, vialoni alberati circondati dall’inebriante profumo dei pini marittimi, ma anche esaltanti tratti pregni di saliscendi, curve e controcurve da “prova speciale”.

DAI RUMORI ALLE SENSAZIONI (FORTI) Se la prima tappa era stata all’insegna dei rumori e degli odori, la seconda mi ha regalato a tutto tondo l’emozione di guidare una Lambo. L’assetto è sì rigido, ma mai da mettere in crisi la schiena, sullo sconnesso l’avantreno sembra alleggerirsi, ma è solo una falsa sensazione: qualsiasi cosa si comandi al volante, l’avantreno la esegue senza incertezze, merito anche delle sartoriali Pirelli Pzero, costruite su misura per le Lambo: quando l’Italia sa vincere due volte, o, volendo, due a zero. Per non parlare del motore. Ieri avevamo assaporato il canto oltre i 4.000 giri, oggi apprezzo anche l’infinito allungo, il rombo sordo in rilascio, ma soprattutto la possente spinta all’uscita di ogni curva, che ti incolla al sedile e ti fa allargare le labbra (e il cuore) dalla felicità.

L’INCONTRO COI TIFONI A Grosseto ci si ferma per il pranzo all’aeroporto militare 4° stormo “Amedeo d’Aosta” dove le nostre Lamborghini hanno finalmente modo di schierarsi tutte assieme al cospetto di due caccia Typhoon. L’emozione dei partecipanti di poter vedere così da vicino dei caccia militari non è inferiore a quella dei militari, che si accalcano intorno alle belve dal toro dorato, per fotografarsi a vicenda, provare a sedersi al posto di guida, ammirare la strumentazione, annusare l’aria calda che esce dalle pance e dalle ruote delle Lamborghini.

VERSO LA CAPITALE Si riparte in direzione Civitavecchia, fugace passaggio al porto turistico e poi dritti verso il G.R.A. (Grande Raccordo Anulare di Roma). Da Civitavecchia ritroviamo i nostri amici della Polizia, che, sempre con manovre più azzardate che repentine, ci scortano verso la capitale. L’esclusiva carovana arriva a Roma in pieno orario da ingorgo vespertino. Un delirio che ci fa subito dimenticare la calorosa accoglienza che finora ci ha riservato ogni angolo d’Italia.

350 OPERE D’ARTE Non basta l’ammiccamento del Sindaco Alemanno, quando dichiara che questa sera Roma ha 350 opere d’arte in più. I romani sono sembrati più stizziti che compiaciuti della nostra presenza, forse perché fin troppo logorati delle frequenti scorte del mondo politico, di questi tempi con le azioni fortemente in ribasso. Fortunatamente la maggior parte dei concorrenti stranieri, stravolti dagli oltre quattrocento chilometri percorsi a ritmo più che sostenuto, non si accorge dell’indifferenza, affascinati certamente dalla bellezza della capitale. Cenano, ridono e scherzano: sono già pronti a rimettersi al volante.


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