Autore:
Lorenzo Centenari

AI RAGGI X Da qualche tempo, su strada aperta come in pista, una rampante berlina made in Italy è incollata agli scarichi dei fulmini tedeschi. Per non dire che talvolta, i soliti capoclasse deutsche li sfila con spavalderia. Vedi il record sull'anello del Nurburgring staccato nel 2016. All'elite del segmento delle sedan supersportive, l'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio sta dando parecchio fastidio. Tanto che i santoni di Autocar hanno voluto vederci chiaro, e mettere alla prova la Quadrifoglio non solo in circuito, ma anche nella vita di tutti i giorni.

LONG TERM TEST Sottoposta al classico test di lungo periodo, la Giulia Quadrifoglio sembra in ogni caso passare l'esame anche di fronte agli inflessibili giudici britannici, mai teneri quando in aula si presenta una candidata del Gruppo Fiat. Stavolta, infatti, ai driver di Autocar non passa inosservato come la berlina del Biscione, col resto della gamma Fiat e i suoi intrinsechi difetti, poco abbia da spartire. Gli elogi si sprecano, sia in termini estetici, sia meccanici, sia dinamici. Approvando la Giulia anabolizzata anche come auto per la guida quotidiana.

ELETTRONICA DA RIVEDERE Restano in capo alla Giulia Quadrifoglio, secondo Autocar, gli annosi problemi di affidabilità elettronica. Critiche vengono mosse, ad esempio, al programma di navigazione, alla cui cartografia mancherebbe la funzione di orientamento verso Nord. Il display stesso del navigatore sarebbe inoltre difficile da maneggiare per coloro che indossano occhiali da sole, dal momento che - viene osservato - alcune zone sono coperte da macchie scure che rendono difficile individuare le icone mentre si è in marcia.

PROCURATO ALLARME Uno dei tester lamenta poi come l'allarme antifurto, più di una volta, abbia suonato senza un motivo apparente. Una mattina, addirittura, a far scattare l'allarme della Giulia Quadrifoglio sarebbe bastata l'accensione della propria moto a pochi passi di distanza. Un altro sostiene che a velocità cittadine il pedale del freno manchi della giusta sensibilità, e che fermarsi da 50 mph sia paradossalmente un'operazione più difficile che non se l'andatura di partenza fosse assai più elevata. Cose così, insomma. Dettagli che non influenzano una valutazione globale entusiasta, molto vicina a quella riservata a BMW M3 o Mercedes C 63 AMG.

I SOLITI LUOGHI COMUNI Nel rispondere alle perplessità di un lettore, un driver smentisce infine il luogo comune che in Gran Bretagna vuole l'assistenza post vendita Alfa Romeo in linea con gli standar del Gruppo Fiat, ovvero più scadente rispetto ad altri marchi. Addirittura, il lettore stesso teme che comprando una Giulia, alla prima visita in officina, verrebbe reindirizzato a un "prefabbricato situato dietro un concessionario Fiat". Autocar mette alla prova anche la rete, e non ci trova nulla di anomalo. Ricordando, anzi, brutte esperienze relative proprio a costruttori di Sua Maestà... Confermiamo, l'Alfa Giulia Quadrifoglio dà fastidio. Non sarà perfetta, ma il paragone coi mostri sacri tedeschi lo regge eccome. E fintanto che sarà in vita, oltre che dagli attacchi in pista dovrà difendersi da invidia e pregiudizi.


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