Autore:
Luca Cereda

BELLA SCOPERTA Non sappiamo quante Focus RS abbia venduto Ford – e quante ancora ne venderà – grazie al Drift Mode, quel particolare settaggio dell’elettronica che aiuta a fare i traversi inviando al 70% della coppia all’asse posteriore. Tuttavia vi possiamo assicurare che il giocattolo è divertente (vedere il video della nostra prova della Ford Focus RS per credere) ed è l’asso nella manica della media pepata dell’Ovale Blu. Anzi, più che un asso un jolly. Che Ford ha pescato durante i test di calibrazione della trazione integrale.

METODO EMPIRICO Lo ha confessato Tyrone Johnson, capo ingegnere della divisione Performance di Ford, al sito australiano Motoring,com.au: il Drift Mode, nel progetto iniziale della nuova Focus RS, non era previsto. E’ nato per puro caso. Immaginate la scena: il collaudatore seduto nell’auto a fianco un tecnico, che smanetta su un computer; stanno mettendo a punto la trazione integrale della Focus RS. Cosa succede variando la ripartizione della coppia? Un po’ di più? Ancora un po’? E modificando i parametri dell’ESP? Intanto il pilota guida sempre più di gusto.

C’E’ CHI DICE NO Così quelli di Ford hanno scoperto il barbatrucco capace di regalare l’emozione dei traversi anche a un guidatore mediocre, e hanno deciso di implementare definitivamente il Drift Mode. Che però non piace a tutti. Le autorità australiane lo hanno messo nel mirino ritenendolo pericoloso per la pubblica sicurezza su strada e hanno chiesto a Ford di disabilitare la funzione sulle Focus RS vendute nel loro mercato. Ford ha replicato alle accuse ribadendo che il Drift Mode è ad uso esclusivamente pistaiolo, in condizioni di totale sicurezza, come suggerisce l’auto stessa con un avviso sul display. E che chiunque può provocare danni con un’auto su strada, in diversi modi. Con o senza sovrasterzi.    


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