Autore:
Fabio Cesare

La Ford Italia ha appena approvato nuove condizioni contrattuali che costituiscono il minimo di tutela garantito per ogni acquirente delle auto nuove sfornate dalla Casa.

Per la prima volta viene garantita dal produttore la data di consegna promessa dal concessionario: se dopo il pagamento questi scappa alle Bahamas con la caparra, fallisce, si ammala o fa i capricci e si trattiene l'auto, la Ford interviene e consegna il veicolo al posto del venditore diretto.

A differenza del contratto di Berlusconi con gli italiani, in caso di

inadempimento questo impegno può essere fatto valere dal giudice: poiché è stato pubblicato sui giornali (e può essere richiesto alla Ford Italia) vincola il produttore a onorare quanto promesso e, in caso di inadempimento, i giorni di fermo macchina vanno pagati anche dal produttore.

Occorre sottolineare che queste condizioni valgono per i veicoli nuovi e hanno valore anche se il concessionario non richiama espressamente le condizioni predisposte dalla Casa madre: in pratica si applica la garanzia anche se il contratto di compravendita viene scritto a matita su carta da pacchi, senza formule sacramentali né modelli o formule magiche preapprovate con il sigillo in ceralacca dell'amministratore delegato  Ford.

L'iniziativa si inserisce nel solco di alcune pronunce che avevano condannato qualche concessionario a fornire un'autovettura sostitutiva in caso di ritardo nella consegna.

In ogni caso, queste misure costituiscono il terreno di preparazione per l'imminente battesimo della garanzia europea, che imporrà criteri di attenzione al cliente finora soltanto sognati.

Comunque, a prescindere dalle sane autolimitazioni dei produttori, un aspetto va sempre tenuto presente: nonostante le coccole, tra Case madri e consumatori, rimarrà sempre qualche conflitto d'interessi.