Autore:
Lorenzo Centenari

PIANETA TONY Quando hai un Fenomeno in casa, e non lo sai. Antonio Cairoli non frequenta il jet set e i salotti televisivi, né gareggia sulle piste conosciute ormai anche dalla casalinga di Voghera. Non guida Ferrari, non flirta con la velina di turno. Antonio si presenta il giorno di gara al volante di un Fiat Fullback, accompagnato dagli amici e dalla fidanzata Jill. Per vederlo in azione, devi allontanarti dai sentieri battuti dal pubblico di massa e imboccare strade secondarie. Perché no, magari al volante di un Fullback: insisto e non è affatto un caso, come vedremo. Vie di campagna come quella che conduce alla pista di Ottobiano (Pavia), che da Voghera non è nemmeno troppo distante. Imbocchi l'autostrada, esci alla stazione di Gropello Cairoli (tu pensa che coincidenza...), attraversi campi di risaie a perdita d'occhio ed entri in una dimensione sconosciuta. Entri nel magico regno di Tony.

DOPPIETTA! FIM Motocross World Championship MXGP 2017: è domenica 25 giugno, fa un caldo africano e il tecnico budello di Ottobiano (ricavato a margine del kartdromo) ospita per la prima volta una tappa della rassegna iridata. Ottobiano riafferma Cairoli come imperatore incontrastato di una disciplina che resta esclusa forse dalle chiacchiere da bar, ma non per questo non dispensa emozioni forti e non racchiude valori sportivi esemplari. L'otto volte Campione del Mondo (sì, OTTO) batte gli avversari e il caldo torrido, aggiudicandosi entrambe le manche davanti all'olandese Jeffrey Herlings, suo compagno al team Red Bull KTM e detentore del titolo 2016. Dopo 11 Gran Premi, Antonio comanda la classifica con 431 punti. Il nono sigillo è alla portata. E mentre il resto d'Italia celebra l'impresa di Valentino Rossi ad Assen, la variopinta community del motocross riunita nella campagna pavese si spella le mani per lui, Cairoli, il genio delle ruote tassellate che schiva le copertine dei giornali. Un antieroe, anzi: proprio come Spiderman o Batman, il prototipo del supereroe.  

SPIRITO DI SACRIFICIO Che c'azzeccano Cairoli e il motocross con il Fiat Fullback? Semplice. Il pilota siciliano e il pickup torinese incarnano i medesimi principi di passione, resistenza, sacrificio, mascolinità. L'uno dalla prospettiva umana, l'altro in chiave meccanica e tecnologica. Cairoli doma la polvere e il fango in sella a una KTM a due ruote, il Fullback idem, ma "seduto" su un telaio a trazione integrale a prova di Sahara. Ecco perché Fiat Professional, dopo aver eletto Tony ad ambasciatore del marchio e dei suoi valori estremi, da un paio di stagioni è partner ufficiale dell'intero Campionato del Mondo di Motocross. Fucina di uomini veri che fanno degli ostacoli il proprio mestiere e una ragione di vita.

CON CAIROLI IN GIRO PER IL MONDO L'MXGP fa armi e bagagli e parte per Agueda, Portogallo, sede il prossimo weekend della dodicesima tappa stagionale. Per rifarsi gli occhi di fronte alle acrobazie dal vivo di Tony & compagnia, non resta che attendere un anno. Oppure, girare il mondo insieme a lui, e offrirsi di scarrozzarlo. Questa la scelta di Fiat Professional, che proprio in Cairoli e nella sua folle ed avvincente specialità ha individuato i compagni di viaggio più naturali. Le gesta di TC222 riecheggiano lontano dalla città e dall'asfalto, proprio come il Fullback nasce come mezzo da lavoro o tempo libero che esprime le sue massime potenzialità laddove la natura è più selvaggia e ostile. 

FUORISTRADA DI PROFESSIONE E non è solo un modo di dire. Terminato il programma di gare, smontato il palco e caricate le moto sui furgoni, mi basta un breve test drive sulle dune della pista di Ottobiano ancora fresca di battaglie all'ultimo salto per rendermi conto che le analogie filosofiche tra il pickup del Lingotto e il coraggio da leoni di Cairoli sono concrete. Trasmissione manuale o automatica, 2.4 a gasolio in formato 150 o 180 cavalli, per arpionare il terreno e superare senza affanno buche profonde come crateri e colline ripide e sdrucciolevoli come argini di fiume, a Fiat Fullback è sufficiente richiamare all'ordine la funzione 4H. Non c'è nemmeno bisogno di inserire le marce ridotte (4HLc): lasci dentro la prima, e le sue quattro ruotone intagliate digeriscono il terriccio come un alano affamato manda giù uno stinco di maiale senza un colpo di tosse. Che roccia, ragazzi!

GARANTISCE MITSUBISHI D'altra parte sotto il massiccio involucro metallico del Fullback, 5,28 metri di macchina e 1,85 metri di cassone, si cela nientemeno che il telaio a longheroni di un mostro sacro dell'offroad come il Mitsubishi L200, partner che in fase di progetto ha accetto di passare a Fiat Professional tutto il proprio know-how in termini di trazione integrale e ammortizzazione in fuoristrada. Il differenziale centrale Torsen con tre frizioni a controllo elettronico si declina così in salsa Fiat, l'altezza da terra di 20 cm e angoli di attacco (30°)di uscita (22°) favorevoli completano il pacchetto e ne fanno il "work hero" reclamizzato in brochure. Tony Cairoli e Fiat Fullback, fenomeni "terrestri" che vivono in riserva e sono attratti dalle sfide. Quelle lontane dai riflettori, ma che non per questo non si guadagnano un posto nella leggenda.

 


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