GalleriaLo scenario è l'autodromo di Monza, pronto a ospitare oltre duecento vetture marchiate o con il Cavallino o con il Tridente Maserati, parente stretto, di fronte agli attesi 50 mila tifosi sugli spalti. Tre giorni (venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 ottobre) per le finali del Ferrari Challenge Trofeo P irelli, dello Shell Historic Ferrari Maserati Challenge e di una manciata di chicche.

Chicche, relative, neanche a dirlo, alla Formula 1. Ci sarà modo di attribuire la

meritata standing-ovation al campione del mondo 2001, dopo i toni dimessi e l'appuntamento rimandato del GP di Monza, a causa delle vicende legate all'attentato di New York e Washington. Gireranno infatti a bordo della monoposto ufficiale Michael Schumacher, Rubens Barrichello e Luca Badoer, dopo aver archiviato la stagione trionfando in quel di Suzuka.

Ma di Formula 1 si parlerà anche nell'esibizione delle "storiche": ventidue monoposto rosse per far assaporare cinquant'anni di gare iridate. Si parte dalla 500 F2 del 1952 di Ascari e Taruffi, per passare alle 312 T e 312 T2 di

Regazzoni (1975) e Lauda (1976) e la 312 T4 di Scheckter, oltre alla 312 T3 del 1978 guidata da Gilles Villeneuve, la 412 T2 con la quale Alesi vinse il suo unico GP in Canada nel 1995 e la 412 T1B di Gerard Berger (1994). Fino alla 643 di Prost del 1991, la 126 C4 di Michele Alboreto (1984), la F310B di Schumy (1997) o la F399 di Irvine del 1999.

Con ordine: il Trofeo P irelli, su F355 e 360 Modena, porta a Monza 130

concorrenti provenienti da tutto il mondo, suddivisi nei campionati Italia, Europa Centrale, Europa Ovest e USA/Pacifico. Il challenge storico presenta invece una griglia di prestigio, fatta di modelli con carta d'identità precedente il 1973. Si tratta di un'ottantina di iscritti (suddivisi nelle categorie monoposto, freni a tamburo e freni a disco) tra i quali spiccano nomi pesanti.

Maserati 4CM del 1932, 6CM del 1937 o Birdcage del '61, ma anche Ferrari 166/195 S del 1950, 750 Monza del '54 e Dino 206 SP del '66, oltre alla

reginetta, anzi le reginette: tre Ferrari GTO del 1963 da fermare il fiato, considerando il numero di unità realizzato nel mondo (33) e le cifre raggiunte nelle aste per portarsene a casa un modello (superiori ai venti miliardi di lire).

Infine, una raccomandazione: non buttate il biglietto d'ingresso di sabato (20mila lire) perchè per dieci sorteggiati (il numero sarà quello della matrice del biglietto) scatterà la visita all'interno dei box Ferrari nella mattinata di domenica.


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