Tanti pezzettini di Ferrari sotto forma di azioni da vendere ai milioni di appassionati del Cavallino. E’ quanto ha dichiarato al quotidiano economico inglese Finacial Times lo stesso Montezemolo. Il ricavato servirebbe a costituire un fondo per finanziare l’ingresso della Casa di Maranello nel settore dell’intrattenimento e della vendita al dettaglio, un business che prevede per ora la costruzione di un albergo a Los Angeles e l’apertura di alcuni Ferrari store, il primo dei quali sarà inaugurato a Maranello in questi giorni. Gli altri apriranno a New York, Londra, Parigi, Tokyo, Hong Kong e in una città tedesca non ancora definita. Tutte iniziative in cui la Casa di Maranello sarebbe impegnata direttamente.

Parte del fondo servirebbe inoltre a finanziare il ritorno della Maserati nell’attività sportiva, un progetto impegnativo soprattutto dopo che la Ferrari ha affrontato il rilancio del marchio del Tridente con un sostanzioso piano di investimenti.

Non che le cose vadano male al Cavallino, tutt’altro: nel 2001 il Gruppo di Maranello ha registrato un risultato record, con più di sei mila vetture vendute in tutto il mondo, di cui 4256 rosse e 1767 Maserati. Queste ultime saliranno a 6000 entro il 2004, grazie anche al ritorno sul mercato americano della Casa del Tridente dopo quindici anni di assenza.

All’approvazione del piano mancherebbe solo la cosa più importante, la firma degli azionisti di riferimento: il Gruppo Fiat, che controlla il 90% delle azioni Ferrari, e Piero Lardi Ferrari, titolare del restante 10%.


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