Autore:
Matteo Gallucci

DA TORINO A MODENA Quale sarà il futuro produttivo di Maserati? Questa la principale domanda che scuote gli animi dei lavoratori di Fiat Chrysler Automobiles dello stabilimento di Grugliasco e dello stabilimento di Modena. Dopo le "vacanze forzate" per gli operai di Melfi, a causa del calo vendite di Fiat Punto, la preoccupazione sale anche negli altri siti del Gruppo.

RILANCIO INCOMPIUTO I numeri di vendita per Maserati sono stati ottimi per il primo semestre del 2017, con un incremento raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo risultato è stato possibile grazie al grande successo del SUV premium Maserati Levante lanciato nella primavera 2016 e prodotto presso lo stabilimento di Mirafiori. Anche per la Levante, però, c'è aria di flessione visto che si è passati da 3.377 unità/mese, media dei primi mesi dopo il lancio nel 2016, a 2.925 unità/mese nel primo semestre 2017, fino a 1.850 unità/mese di media dell'ultimo trimestre dell'anno 2017. Questa tendenza al ribasso investe anche lo stabilimento di Grugliasco, quello dove vengono prodotte Maserati Ghibli e Quattroporte. I numeri, in questo caso, sono passati da 36.071 unità del 2014 a 20.400 circa previste per il 2017. Un calo produttivo, insomma, non in linea con le previsioni ottimistiche per il secondo semestre 2017 rilasciate dal Gruppo FCA.

LA VOCE DEI SINDACATI I metalmeccanici della Cgil confermano il trend non positivo degli ultimi mesi: "Il punto è che i volumi sono in calo, e dal punto di vista industriale – dichiara Federico Bellono, segretario della Fiom di Torino – non c’è traccia di nuovi investimenti. Per questo abbiamo chiesto di incontrare la sindaca Chiara Appendino e il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, per avviare un confronto urgente a fronte di una situazione carica di incertezze per il torinese".

SCIOPERO Anche Michele De Palma, segretario nazionale e responsabile automotive Fiom, è intervenuto in merito: "La Fiom è in campo per il futuro occupazionale dei lavoratori di FCA. A Pomigliano abbiamo promosso l’incontro dei lavoratori con le istituzioni e i parlamentari. A Torino abbiamo chiesto l’apertura di un confronto al Comune e alla Regione. E a Modena abbiamo indetto uno sciopero che ha ottenuto il 100% delle adesioni". Lo sciopero è andato in scena ieri davanti ai cancelli dello stabilimento di Modena, dove per 4 ore i lavoratori si sono fermati in risposta alla cassa integrazione prevista dal 15 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018, ferie comprese. "Il tempo delle promesse è finito – ha rincarato De Palma –, è urgente che il Ministero dello sviluppo economico intervenga, convocando un tavolo sul settore automobilistico per affrontare le problematiche e le prospettive di un settore strategico come l’automotive. Sia dal punto di vista industriale, sia da quello occupazionale".

NUOVO SUV Si auspica che per far fronte a questa perdita produttiva, che danneggia gli operai di FCA e lo stesso Gruppo, si dia vita ad un lontano progetto solo sussurrato: un nuovo SUV compatto sotto il logo del Tridente su base Alfa Romeo che ora avrebbe tutte le potenzialità per avere grande successo.


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