Autore:
Stefano Cordara

MADRE ITALIANA Ancora qualche ora e sarebbe stata l’auto della befana. È andata bene alla Williams, e anche ad Antonia Terzi, bella 34enne italiana neo responsabile dell’aerodinamica Williams. Battute a parte l’arrivo di un po’ d’Italia all’interno del team inglese pare abbia portato una ventata che definire rivoluzionaria è poco. Soprattutto perché questo vento soffia in uno dei team tradizionalmente più conservatori dell’intera Formula 1. Ovviamente nulla di ciò è dovuto a vezzi estetici o a qualche capriccio femminile. La nuova FW 26 è figlia delle rigide regole che dominano la galleria del vento.

IL TRICHECO Ma il risultato, questa volta ha un non so che di scioccante. Qualcuno l’ha già ridefinita il tricheco, per quel suo muso assolutamente fuori del normale. Mai visto nulla di simile, il muso non sporge più ma rientra, mentre due lunghi denti (quelli del tricheco, appunto) fungono da sostegno per l’alettone. I risultati di una tale soluzione sono secondo Patrick Head sono un miglioramento dello scorrimento dei flussi dell’aria sopra e sotto la vettura. Le aspirazioni sono altissime, tutti gli uomini Williams sono gasati a mille da questa nuova vettura e ovviamente pensano che il 2004 sarà l’anno buono per fare il colpaccio.

EVOLUZIONE Nonostante il look trasgressivo la FW 26 è la logica evoluzione della FW 25 che ha partecipato allo scorso campionato. Uno dei punti deboli della vettura precedente fu proprio quello di farsi trovare un po’ indietro come sviluppo all’inizio del campionato. Quest’anno come vedete in Williams si sono mossi per tempo, sorprendendo anche la Ferrari, il cui arrivo è previsto per il prossimo 26 gennaio. La nuova Williams ha già mosso i primi passi sul circuito di Valencia riscuotendo ampi consensi tra i tre piloti, anche loro già pronti a farsi valere nelle zone alte della classifica.

OBBIETTIVO WEEK END Quanto al motore, ovviamente tutto top secret. Si sa solo che la versione P84 del dieci cilindri BMW ha subito interventi volti soprattutto ad aumentarne l’affidabilità per raggiungere senza problemi i fatidici 800 km tra prove e gara. Tutto questo, naturalmente senza perdere un solo cavallo, anzi magari guadagnandone qualcuno in più. Saranno week end duri per lui quest’anno. Dovrà fare tutto da solo, il regolamento, infatti, non prevede sostituti.


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