Autore:
Ronny Mengo

È un po’ come per le "provinciali" della Serie A: campionati passati a soffrire tra le grandi, qualche soddisfazione qua e là, e il destino di vedersi portar via quel che c’è di buono a colpi di assegni. Vedi Kimi Raikkonen, gioiellino della scorsa stagione, volato nella reggia McLaren dopo aver spremuto a dovere la propria C20. Tant’è.

C’è provinciale e provinciale, comunque. E quando sotto la carrozzeria tappezzata Petronas pulsa un cuore Ferrari, la definizione sta ovviamente stretta. Perché del propulsore fornito dalle lande di Maranello si tratta: Ferrari 050, con i suoi dieci cilindri a V di novanta gradi, il monoblocco in alluminio microfuso, le quaranta valvole (quattro per cilindro, se la matematica non è un’opinione), la distribuzione pneumatica e i 2997 cc di cilindrata.

E poi poche rivoluzioni e nessun esperimento di sorta per il conservatore

Willy Rampf, direttore tecnico. Solo: qualche ritoccatina all’aspetto aerodinamico e un paio di interventi sul sistema di raffreddamento, oltre alla consueta dieta per la riduzione del peso motore e un abbassamento del baricentro della vettura, per incollarla per bene agli asfalti mondiali.

Ecco dunque il telaio monoscocca in fibra di carbonio, le sospensioni con sistema pushroad a molle e ammortizzatori interni, Brembo a curarsi dell’impianto frenante e il cambio semiautomatico longitudinale a sette rapporti con frizione Sachs in carbonio, più Bridgestone che pensa agli pneumatici.

Felipe MassaChi guida? Peter Sauber sottoscrive il suo stato di Nick Heidfeldtalent-scout e opta ancora una volta per "l’incoscienza" adolescenziale. Riflettori accesi sul debuttante Felipe Massa, ventenne con una residenza cara all’ambiente motoristico, il Brasile, e una nemmeno tanto lontana origine italiana per via di un bisnonno di Cerignola (Foggia); più un ventiquattrenne promosso ormai a ruolo di veterano: il tedesco Nick Heidfeld, al suo secondo anno svizzero, e alle prese con la cattiva digestione della scelta McLaren tra i due rampolli Sauber. Quindi arrabbiato al punto giusto.

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