Se la Formula Uno dopo le prime vampate dovesse tornare ad annoiarvi, non disperate: sintonizzatevi su La7 e godetevi le sportellate di un Campionato che si preannuncia piuttosto caldo. A risvegliarlo dal torpore in cui si era infilato ci ha pensato Fabrizio Giovanardi, che dopo il quinto titolo europeo consecutivo con l’Alfa Romeo ha deciso di cambiare.

Fabrizio GiovanardiCambiare scuderia, cambiare auto, cambiare stile di guida. Unica certezza,  l’intenzione di dimostrare di essere ancora il re del Turismo. Il numero uno, come ben evidenziato sulle portiere; da non confondersi con l’altro numero sul cofano, quello dello sponsor, un po’ più alto.

La nuova Casa è bavarese, di Monaco, anche se in realtà Giovanardi non si è allontanato di molto: lasciate le campagne lombarde è approdato a Padova, nella sede della Ravaglia Motorsport, scuderia di Roberto Ravaglia, Campione del Mondo Turismo 1987, che curerà lo sviluppo tecnico delle vetture.

Antonio GarciaDue per l’appunto, una affidata a Giovanardi e l’altra a Antonio Garcia, giovane promettente che solo due anni fa stava spesso davanti al nuovo eroe della Formula Uno, Fernando Alonso, vincitore dell’ultimo GP di Malesia. Stessa età, 22 anni, stessa determinazione e stessa bravura. “Un grande talento” come riconosce Umberto Grano, team manager da sempre alla BMW, prima come pilota e poi come responsabile dei team allestiti dalla BMW Italia (cinque titoli nazionali).

Italia come sede operativa, senza però trascurare un pizzico di Spagna. Garcia non è lì per caso, e il nome ufficiale del Team suona BMW Team Italy-Spain, unione di forze tra filiali BMW dei due paesi latini.

Identiche per tutti le vetture, almeno come base di partenza. Starà poi ai vari team (ce ne sono altri due, uno tedesco e uno inglese) trovare nuove soluzioni e assetti per diventare più competitivi. Si tratta di BMW 320 my 2003 con le fattezze della berlina, ma svuotate di tutti gli orpelli inutili e rinforzate.

Derivate dalla produzione di serie, come vuole il regolamento del Campionato ETCC (European Touring Car Championship), montano un motore 2 litri 6 cilindri portato a 260 CV dai 170 iniziali, con interventi concessi solo su aspirazione, pistoni e alberi a camme. 9.000 i giri/min. Il cambio è a 5 marce, la trazione è posteriore e il peso complessivo di 1.140 kg. Proibiti i sistemi di supporto elettronico alla guida, ABS, ASR, ESP e massimo tre dischi per la frizione.

Esteticamente cambiano i passaruota, ora più pronunciati e con i codolini integrati, il fascione anteriore, completamente rivisto, e le prese d’aria dei freni, posizionate al posto dei fendinebbia.

Dieci le gare in programma, suddivise in 2 gare di 50 km ciascuna per ogni tappa. Due titoli in palio: piloti e costruttori. Si parte il sei aprile da Barcellona, con due gare in calendario in Italia: a Pergusa l'11 maggio e a Monza, ultima gara in programma, il 19 ottobre.

L'assegnazione dei punti avverrà come in Formula Uno: 10 punti al 1° classificato, 8 al 2°, 6 - 5 - 4 - 3 - 2 e 1 agli altri sei. Come nell’ippica, invece, ad ogni pilota verranno assegnati degli handicap di peso in funzione dei tempi migliori: 30kg al primo, 20 al secondo e 10 al terzo.

Dal 2005 saranno ammesse anche le vetture diesel e, sorpresa, dal 2006 potranno partecipare al campionato ETCC solo le vetture a gasolio...


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