Autore:
Luca Cereda

IL TWEET ALLA DIFESAI dati registrati a bordo mostrano che il pilota automatico era spento durante l’incidente in Pennsylvania. Inoltre, se fosse stato attivo l’incidente non si sarebbe verificato”. Così parlò, anzi, cinguettò via Twitter Elon Musk, patron della Tesla, finita nell’occhio del ciclone tutto d’un colpo per l’incidente costato la vita a un quarantenne della Florida a bordo della sua Model S con pilota automatico. Evento tragico avvenuto lo scorso 7 maggio ma balzato alle cronache circa un paio di settimane fa, negli stessi giorni in cui una Tesla Model X si era schiantata su un guard rail in Pennsylvania.

MASK VS CONSUMER REPORTS L’incidente in Pennsylvania non ha avuto conseguenze mortali ma ha rimesso sotto indagine il sistema di guida semiautonoma dell’elettrica Californiana, sul quale attualmente, però, non ci sono prove di colpevolezza. Così Elon Musk è tornato a difendere a voce alta il suo autopilot, che, invece, non piace all’associazione di consumatori americana editrice della popolare rivista Consumer Reports. Almeno per come funziona adesso.

TROPPO PRESTO In un articolo dal titolo “Tesla’s autopilot: too much autonomy too soon” (ovvero “Troppa autonomia, troppo presto per il pilota automatico di Tesla”), Consumer Reports chiede a Musk di disabilitare la funzione Autosteer, lo sterzo automatico, almeno finché questo non obbligherà il conducente a mantenere le mani sul volante. Per sintetizzare, Consumer Reports ne fa una questione di sicurezza e in sostanza ribadisce il primato della responsabilità dell’automobilista sulla tecnologia, almeno finché questa non sarà del tutto a punto. “Basta versioni beta”, è il monito dell’associazione.

APPROFONDIMENTI Le indagini dell’Nhtsa (un’agenzia interna al Ministero dei Trasporti americano) faranno luce sull’accaduto e sulle responsabilità dell’autopilot di Tesla. Tanto nell’incidente mortale occorso a Joshua Brown con la sua Model S, quanto nel crash della Model X in Pennsylvania, per il quale la Casa è tornata a rivendicare la propria estraneità. A fine mese sono attesi chiarimenti.

VOCI DALL’ESTERO Anche l’Olanda si interroga sulla sicurezza del sistema semiautonomo della Tesla Model S. L’RDW (l’autorità dei trasporti locale) ha chiesto all’Nhtsa lumi sull’incidente mortale dello scorso 7 maggio. “La Model S Europea monta un autopilot diverso da quello americano” ha detto alla Reuters Hans Lammers, manager di RDW: “Pensiamo che non ci sia nulla di sbagliato in esso, se utilizzato correttamente”. Ovvero, secondo l’RDW, come uno strumento di aiuto alla guida, cui però non va ceduto l’intera supervisione delle operazioni.   

IL SUV E’ AL RIBASSO Intanto la Tesla Model X ha abbassato il prezzo, anche se gli incidenti, stavolta, non c’entrano. Musk ha lanciato martedì scorso la versione 60D, quella con batteria da 60 kWh. 0-100 in 6,2 secondi, 210 km/h di velocità massima e un’autonomia di 350 km circa sono le prestazioni. I pentiti potranno poi chiedere l’upgrade della batteria a 75 kWh (a un prezzo ancora non specificato), ma all’inizio pagheranno la Model X un bel po’ meno: il listino della 60D attacca a 88.500 euro contro i 98.500 della Model X 75D.


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