Autore:
Lorenzo Centenari

FRONTIERA QUANTISTICA Già da anni la dinamica di un'auto viene messa a punto a tavolino, oltre che su strada. La simulazione al computer ottimizza i costi e accelera i tempi di progettazione, ma in Volkswagen provano ora ad andare oltre. Trasportando nella sfera virtuale anche la chimica. La realizzazione delle batterie di nuova generazione potrà avvalersi anche della potenza di calcolo dei computer quantici. Perché un giorno l'auto elettrica contaminerà la massa. E lo sviluppo degli accumulatori dovrà essere quanto più rapido, preciso e tecnologico possibile.

BATTERIE TAILOR-MADE In sostanza, l'innovazione che Volkswagen condivide in questi giorni con gli addetti ai lavori al CEBIT di Hannover consiste in un programma di sperimentazione delle reazioni delle molecole contenute nelle batterie anche su schermo, oltre che in laboratorio. I risultati restituiti dai potenti processori quantici permetterà ai tecnici di configurare alimentatori specifici a seconda dell'applicazione richiesta. Peso, densità, design, procedura di assemblaggio: grazie al sostegno della meccanica quantistica, l'intera catena produttiva riceverà un impulso decisivo.

IL PICCOLO CHIMICO Inaugurato in partership con Google e la canadese D-Wave Systems, il progetto è al momento solo allo stadio iniziale e si divide tra i centri ricerca Volkswagen di San Francisco e Monaco di Baviera. I computer quantici hanno tuttavia già permesso agli ingegneri del Gruppo di simulare le reazioni elettrochimiche di elementi come il litio-idrogeno e le molecole di carbonio. L'obiettivo è quello di studiare fenomeni ancor più complessi, potenziando così l'intera divisione batterie da una prospettiva ancora sconosciuta. Ma dalle potenzialità straordinarie.


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