Autore:
Lorenzo Centenari

FILO DIRETTO Così lontane, così vicine. DS3 Cabrio è arte moderna, elettronica avanzata, feeling di guida da sportivetta senza peli sulla lingua. DS21 Cabriolet è design che seduce, tecnologia d'avanguardia, comfort di bordo presidenziale. Soltanto, declinati in salsa anni Sessanta. Vi va un parallelismo attaverso le epoche? A me, con questo caldo, l'idea di prendere una boccata d'aria in compagnia di due signore non dispiace.

UNA DEA NON MUORE MAI Presentata un anno fa a Parigi sotto la Piramide del Louvre, DS3 Cabrio nuova edizione è già a modo suo un'icona, e non solo in patria. Oltre alla forte personalità stilistica, al piacere di guida e ovviamente al tetto in tela (apribile elettronicamente fino a 120 km/h), l’eccentrica scoperta del Gruppo PSA è oggi ancor più chic grazie ai nuovi dettagli sul frontale e a un equipaggiamento tecnologico fin più completo. Svelata per la prima volta al Salone dell’Auto di Parigi del 1959 su iniziativa della Carrosserie Henri Chapron (la stessa che aveva allestito la DS Presidentielle di De Gaulle e Pompidou, e che realizzerà successivamente le due SM Cabriolet Presidenziali usate da tutti i capi di Stato francesi), Citroen DS21 ha a sua volta dato vita ad una delle più affascinanti convertibili della storia dell’automobile.

CARRAMBA! Abbiamo organizzato un rendez vous a sorpresa: DS21 Cabriolet e DS3 Cabrio, ossia passato e presente dell’artigianato automotive transalpino, l'una accanto all'altra per uno speciale confronto “en plein air”. A sottolineare come eleganza e ricercatezza squisitamente francesi non conoscano tempo. Luogo di ritrovo è il DS Store di Roma, raffinato showroom dove lo charme si sente a casa.

SEMI-APERTA Devo raggiungere il lago di Bracciano, ma con quale comincio? Confesso che la Dea mi mette un pelo in soggezione. Meglio che all'andata mi faccia accompagnare dalla giovane ereditiera, meno impegnativa nei discorsi da viaggio. Mi accomodo così al volante di una DS3 Cabrio PureTech 110 S&S EAT6, quella col 3 cilindri turbo benzina sotto il cofano e l'automatico a 6 rapporti come trat d'union tra i miei arti e le sue zampette. Il sole è a picco, fortuna che lo staff DS mi equipaggia di un provvidenziale cappellino. Imbocco la Cassia, e come stabilisco la velocità di crociera, premo il pulsante sopra la mia testa e via allo switch: la tela si arrotola all'indietro, il lunotto posteriore collassa su se stesso. E da utilitaria, la DS3 si trasforma in arieggiata semi-cabriolet.

DS3 "TARGA" Già, anche in configurazione aperta DS3 Cabrio mantiene i montanti e la cornice dei cristalli: non una cabriolet vera e propria. Piuttosto, una versione "targa". L'effetto vento tra i capelli è perciò abbastanza mitigato, almeno in prima fila. Ricevono più aria i passeggeri posteriori: anche tre, ma in seconda fila il mo consiglio è di offrire ospitalità, al massimo, a due amici. Facendo scorrere il tettuccio fino a fondo corsa, la visibilità in retro è inoltre pressoché nulla: necessario affidarsi ai sensori di parcheggio. Il piacere di guida è invece eccezionale: spinta dal silenzioso e brillante tricilindrico turbo, la DS3 Cabrio riprende a regimi bassi (205 Nm di coppia a 1.500 giri) e allunga fino a quota 5.500 giri. Il passo corto e il telaio tonico assicurano cambi di direzione repentini e orizzontali. Mentre il cambio automatico accoppia al motore sempre la marcia giusta

SU MISURA Chi ama le sensazioni forti, può comunque sempre optare per la versione con motore 1.6 THP 165 cv o 208 cv (Performance). DS3 Cabrio è infine auto sfiziosa e ampiamente personalizzabile: undici tinte della carrozzeria, quattro colori per la capote, dieci per i gusci dei retrovisori, tredici infine per i cerchi in lega da 16”, 17” e 18”. Moderne le tecnologie di sicurezza di guida: citiamo giusto i fari DS LED Vision e l'Active City Brake, per evitare o quantomeno mitigare i tamponamenti a bassa velocità.

VIAGGIO NEL TEMPO Giunto a destinazione, è ora di smontare da DS3 Cabrio e compiere un salto carpiato all'indietro di oltre mezzo secolo. Mi capita un esemplare di DS21 Cabriolet del '64: a controllare che il sottoscritto non combini guai (non si sa mai), sale a bordo anche Fabrizio Consonni del Centro Documentazione Storica Citroen di Sinalunga. La prima impressione è quella di un comfort al quale non siamo più abituati: il sedile di guida ristora le mie terga come un divanetto da salotto buono, peccato solo che la pelle, al caldo, reagisca con rabbia e non mi aiuti a mantenere asciutta la camica e i pantaloni. Lo spazio abbonda, la visibilità è libera, Il volante è enorme, leggerissimo e dalla corona sottile, collegata al piantone da una monorazza. La leva del cambio esce a sua volta dalla cassa dello sterzo: un comune manuale ad H a cinque marce, prenderci le misure richiede giusto qualche istante. La capote è infine ad azionamento manuale. 

MORBIDEZZA Mossa da un quattro cilindri di 2175 cc da 109 cavalli, sufficienti anche a viaggiare sul filo dei 180 km/h, la progenitrice di DS3 Cabrio avanza molleggiata ma composta. Le sospensioni idropneumatiche generano il classico effetto materasso ad acqua: più saggio non prendere le curve alla garibaldina (qui l''ESP è ancora una sigla sconosciuta), tuttavia la tenuta di strada è rassicurante. Così come la frenata: devo solo acquistare confidenza col pedale, dalla modulazione leggermente differente rispetto a un comando moderno. Costeggiamo il lago di Bracciano, guadagniamo il Raccordo e riportiamo la nostra preziosa DS a destinazione. Sana e salva, con somma gioia di Fabrizio, sempre vigile sui movimenti di un viziato automobilista moderno come me. Parcheggio al DS Store, non prima di aver ricambiato il saluto dei numerosi automobilisti romani ammaliati dalla grazia di questa cabrio d'antan. DS21 Cabriolet e DS3 Cabrio tornano alla propria vita quotidiana: l'una i raduni d'epoca, l'altra la mobilità del presente e del futuro. Coi consigli della nonna sempre in tasca. Nuovi affascinanti capitoli attendono DS e la sua leggenda.


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