Autore:
Lorenzo Centenari

SANCTION! L'onda lunga del famigerato dieselgate non ha ancora esaurito la sua energia cinetica. Nell'occhio del ciclone torna il Gruppo FCA, in particolare la divisione francese. Secondo il quotidiano Le Monde, FCA France rischia una maxi ammenda da 9,62 miliardi di euro per avere manipolato il motore diesel di alcuni suoi modelli per superare i test di omologazione, e nascondere così i reali valori di emissioni di ossido di azoto. FCA, nel frattempo, smentisce tutto.

SPADA DI DAMOCLE Le Monde cita il documento stilato dalle Direzione generale della concorrenza, consumo e repressione delle frodi, e successivamente inoltrato alle autorità giudiziarie francesi. La presunta sanzione di 9,6 miliardi, cifra che Fiat Chrysler sarebbe chiamata a scucire qualora i capi di accusa venissero confermati, sarebbe dunque assai superiore persino ai 5 miliardi che gravano sulla testa del Gruppo PSA, di Renault e di Volkswagen.

OBIEZIONE, VOSTRO ONORE Dal canto suo, FCA ribadisce la propria estraneità alla vicenda, lamentando inoltre la diffusione di una notizia da parte della stampa che a suo modo di vedere sarebbe infondata. Il Gruppo attende semmai "l'opportunità per rispondere a queste affermazioni, e di dimostrare che i propri veicoli diesel rispettano i requisiti di emissioni, come confermato dall'autorità competente sull'omologazione dei veicoli FCA, vale a dire il ministero italiano dei Trasporti". La società si dice infine "fiduciosa che la questione sara' chiarita a tempo debito".


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