Autore:
Matteo Gallucci

MERCATO Al centro del dibattito c'è sempre lui: il motore diesel. Sembra ormai spacciato, tutti puntano il dito contro il gasolio "cattivo" ma poi resiste, perché la realtà risulta essere assai diversa. È vero che nel 2017 le vendite di auto nuove a benzina in Europa sono state di poco superiori a quelle diesel ma il parco cirolante nel Vecchio Continente è ancora prevalentemente alimentato a gasolio. Basti pensare che in Italia la quota dei veicoli diesel rimane stabile e maggioritaria con circa il 57% del totale; proprio come lo scorso anno.

POLITICAUTO Dopo lo scandalo diselgate che ha investito il Gruppo Volkswagen nel 2015 diverse città europee hanno annunciato lo stop ai diesel con Londra e Parigi a fare da capo fila che hanno fissato già la data del 2040 per il divieto dei diesel. In questi giorni Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha accorciato i tempi al 2024 per bandire dal centro storico della Città Eterna le automobili con motori diesel. Una decisione presa dopo che il tribunale amministrativo federale di Lipsia ha stabilito che le città tedesche possono ricorrere alla misura del divieto di circolazione delle auto a gasolio per migliorare la qualità dell'aria. Così le amministrazioni locali di Dusseldorf e Stoccarda aprono la strada a restrizioni sui motori diesel Euro4 ed Euro5 e non più solo ai vecchi Euro3. Altre città quali Atene, Città del Messico, Madrid e Copenhagen seguono attentamente gli sviluppi, pronte a bandire i diesel dai rispettivi centri cittadini.

SITUAZIONE ITALIA Bandire e vietare il diesel in Italia? Se ne discute da tempo ma farlo a breve termine è pura utopia schierarsi ci sono, ovviamente, anche le Case auto. È già noto che il Gruppo FCA potrebbe abbandonare l'uso dei motori a gasolio per le auto passeggeri entro il 2022 visto che la principale richiesta di questo tipo di alimentazione arriva solo dal Vecchio Continente. Porsche, invece, risponde che per il suo SUV premium Cayenne la motorizzazione diesel è ancora imprescendibile e anche la più piccola SUV Macan ne beneficerà ancora a lungo. Altri costruttori come Mazda e Mercedes credono ancora nello sviluppo dei motori diesel e vengono presi in contropiede ripetto pur portando avanti in parallelo lo sviluppo dell'elettrico. Chi dorme sonni tranquilli è il costruttore giapponese Toyota che già da tempo ha preso le distanze dalla tecnologia dei propulsori a gasolio puntando tutto sull'ibrido, elettrico e idrogeno. Aspettiamo le posizioni delle altre Case auto e delle altre città che potrebbero prendere da esempio Roma ricordando che le crociate anti diesel hanno portato ad un taglio di 30 mila posti di lavoro (entro il 2025) del solo Gruppo Volkswagen che ha stanziato 34 miliardi di euro per un piano massiccio di riconversione all'elettrico (guida autonoma, servizi di mobilità e digitalizzazione) entro la fine del 2022.


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