Autore:
Gilberto Milano

REPRESSI Sembra che ingegneri e stilisti Renault non abbiano molto gradito l'incarico. Come si fa del resto a chiedere a designer e progettisti di una Casa famosa per la sua produzione di "rottura", tutto design e tecnologia, di reprimere fantasia e ingegno per progettare un’auto che sembra essere stata ibernata per vent’anni e scongelata solo adesso?

QUESTIONE DI GUSTI E’ la legge del marketing, e del business, a imporlo. Sembra che là, dove l’auto non l’hanno mai posseduta, piacciano così: a tre volumi, anonime, dignitose, con un buon bagagliaio e, soprattutto, economiche e affidabili.

DUE MILIARDI Loro sono cinesi, indiani, marocchini, iraniani, colombiani, sudafricani ed europei orientali. Business is business, infatti. E quando si parla di motorizzare quasi due miliardi di persone c’è poco da scherzare. Perdere un treno così ricco sarebbe troppo rischioso. Tanto è vero che sono in molti a cercare di salirci. Fiat compresa.

UN'AUTO PER TUTTI Vincere la scommessa non è facile. Così come non è per nulla semplice realizzare un’auto sufficientemente attraente, sicura e confortevole, da vendere a prezzi da outlet. In Renault ce l’hanno fatta. Sembra.

MIRACOLI Si chiama Logan, nome che va bene ovunque, e verrà venduta nella maggior parte dei Paesi emergenti con il marchio Dacia, Casa rumena ricca di tradizione passata sotto il controllo Renault nel 1999. Il miracolo del prezzo è tutto nel basso costo della manodopera locale che si accontenterebbe di meno di due euro l’ora contro i 25 della nostra.

GARANTITA RENAULT Ma ciò che rende ancora più clamorosa l’impresa è che la Logan è una Reanult al 100%. Lo sviluppo del progetto è dei cervelli pensanti concentrati nel Technocentre Renault, il Centro tecnico vicino a Parigi, che hanno utilizzato materiale già impiegato per la produzione di altre Renault, compresi telaio, e motori. Tutto materiale di prima scelta quindi, con tutto ciò che concerne sicurezza e tenuta di strada.

WORLD CAR La linea, un po’ troppo terzomondista, deve accontentare troppe persone per potersi permettere guizzi stilistici di scuola più attuale, pur mantenendo una propria dignità e pulizia. Non è brutta, insomma, solo un po’ troppo "normale" per i gusti occidentali. Già che c'erano in Renault avrebbero potuto osare qualcosina di più.

AVANTI E DIETRO Ben curato il muso, con una calandra triangolare che si fa notare, ampia, bordata di un profilo cromato, con il vertice che invade il paraurti in plastica, e due bei fari di dimensioni adeguate. E piacevole anche la coda, con due gruppi luci di taglio attuale e il profilo superiore del bagagliaio molto spigoloso. Meno riuscita invece la fiancata, un po’ goffa nonostante il montante posteriore massiccio e la coda verticale.

QUANTO BASTA Semplice ma non banale, e nemmeno spartano, l’interno, con il cruscotto in plastica scura, gli strumenti raccolti in una palpebra dietro il volante e i comandi su una consolle centrale in plastica similalluminio dal disegno ordinato, su cui si intravvedono radio e lettore di CD. I motori sono i 1.4 e 1.6 Renault a benzina, collaudati ed economici.

LA VOGLIAMO ANCHE NOI Linea a parte, a questo prezzo la Logan potrebbe avere molti estimatori anche da noi. Meglio se con il marchio Renault sul cofano, come avranno le Logan destinate alla Russia. Certo, la linea ha il suo peso, ma forse non è la voce che incide di più nei costi di produzione e modificarla è solo questione di volontà. Perché allora se l’auto economica è una realtà possibile non pensare anche ai giovani e ai meno fortunati degli automobilisti occidentali proponendo una vettura meno ricca ma più accessibile? E più bella?


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