Autore:
Marco Rocca

DETTAGLI DI STILE I cinque splendidi strumenti Jaeger, il volante con razze forate, i sedili in velluto blu con schienale fisso che ti stringono in un caldo abbraccio e la leva del cambio sottile: ecco, gli interni sono l’unica cosa rimasta intatta dopo il pesante restauro che ha coinvolto da capo a piedi, pardon dai pneumatici al tetto, la Citroen Visa Chrono che vedete in queste foto.

BREVE BIO Uscita dal concessionario nel 1984 (ne sono state importate da noi solo 400) non ha avuto vita facile, evidentemente provata da qualche piede pesante che l’ha usata senza troppe premure. Del resto era il mezzo ideale per tutti quei ragazzi che volevano avvicinarsi ai rally. Il peso, abbondantemente sotto la tonnellata, e il brioso 1.400 da 80 cavalli erano la combinazione vincente per godersi una guida sportiva anche sulla pacata Visa. 

RUGGINE SU RUOTE Quando è stata scovata, nell'officina Citroën Seri di Siena, la Chrono era davvero malmessa - mi confessa Moreno Tassinari, guru delle Visa che si è occupato del restauro - la ruggine aveva intaccato tutto ciò che fosse lamiera, l’auto era a dir poco marcia. Non solo. C'era bisogno di smontare completamente il motore per vedere cosa fosse salvabile, senza dimenticare la sostituzione della scatola sterzo, delle sospensioni, dei freni (tubi compresi), e degli pneumatici.

LA RICERCA Un restauro di questa portata è stato complesso non tanto per il lavoro in sé quanto per la reperibilità dei pezzi di ricambio. Un po’ per l’età, un po’ perché la Visa non è mai entrata nelle grazie degli appassionati come la 2CV o la DS, Citroën – continua Tassinari – non ha “fatto magazzino” dei pezzi della Chrono. Ci siamo dovuti rivolgere a diversi magazzini di aficionados francesi per reperire quanto ci serviva ma non è bastato. Per ultimare il tutto abbiamo dovuto sacrificare due Visa che hanno donato i loro organi per il bene della Chrono.

TRE MESI E MEZZO Così, dopo aver smontato da cima a fondo l’auto, il lavoro si è diviso in due: da una parte motore e cambio, dall’altra quella relativa alla scocca e all’impianto elettrico. Proprio quest’ultimo è tutto nuovo. Come anche le parti di usura sia del motore sia delle sospensioni. Senza contare la riverniciatura finale in Blanc Meije. Tempo totale del lavoro? Circa 3 mesi e mezzo. Abbiamo dovuto fare in fretta - aggiunge Tassinari - perché Citroën (proprietaria della vettura) voleva presentarla alla stampa in occasione della prova in pista della C3 Max impegnata nel Campionato Salita Italiano e Turismo TCR.

MORALE DELLA FAVOLA Alla fine è stato un successo, del resto quando le cose nascono dalla passione vera, il risultato non può che essere degno di nota. Ora la Visa Chrono è davvero in forma. Lo sento dal motore, che canta deciso anche al minimo e dai giochi dei comandi, assenti. Per strada attira più sguardi di una Ferrari e non vi nascondo che a più di un rosso ho dovuto dire: “mi spiace ma non è in vendita”. 

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