PRIMA NO, ORA SI Sembrava che BMW avesse rinunciato definitivamente a collaborare con Apple per dare vita alla tanto rumoreggiata iCar (conosciuta per ora col nome in codice Project Titan), l'auto elettrica e a guida autonoma dell'azienda che produce l'iPhone. Il pomo della discordia era il trattamento dei dati personali degli utenti, secondo Monaco di Baviera infatti questi avrebbero dovuto essere memorizzati su memorie locali, mentre Cupertino avrebbe preferito sistemarli nel proprio sistema di cloud, così da poterli meglio analizzare. Sembra però che non tutto sia perduto.

L’UNIONE FA LA FORZA Secondo Gene Munster, analista finanziario della Piper Jaffray, l’auto a guida autonoma di Apple potrebbe arrivare nel 2021, a patto però che si riesca a trovare un partner nel mondo dell’auto. Apple infatti dispone della tecnologia per sviluppare software e hardware, ma il know-how per costruire auto è difficile da ottenere in così breve tempo, a meno di non affidarsi a chi ha più esperienza. Qui entra in scena BMW.

ANDAR PER GRADI All’inizio la collaborazione tra Apple e BMW potrebbe riguardare unicamente i sistemi di guida autonoma: Monaco sta già collaborando con Intel e Mobileye con l’obiettivo di lanciare, nel 2021, l’auto che si guida da sola. L’ingresso di Apple potrebbe dare un’ulteriore spinta. Ad esempio potrebbe aiutare a sviluppare un sistema infotainment, basato su una versione potenziata di CarPlay, in grado di gestire i diversi parametri dell’auto. Parallelamente le 2 aziende potrebbero iniziare a ingegnerizzare un modello da commercializzare con logo della mela morsicata.

IL PROBLEMA RIMANE Nel suo intervento Munster non accenna alle divergenze riguardo il trattamento dei dati personali degli automobilisti. BMW ed Apple riusciranno a trovare un accordo e dare così il via a una collaborazione che potrebbe risultare vantaggiosa per entrambe le parti, o la iCar verrà assemblata da altri?

 


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