Autore:
Fabio Cormio

Tutto comincia con una domanda: la tv e le radio tengono costantemente aggiornati sulle condizioni del traffico nelle città. E allora come mai si dimenticano (ad esempio) proprio del tamponamento appena avvenuto, che intasa la strada davanti a noi e ci fa arrivare in ritardo al lavoro (procurandoci la strigliata dal capo che il lunedì mattina fa venir voglia di piangere)? La risposta – affermano orgogliosi quelli di Traffic.com, compagnia di Wayne, Pennsylvania, con relativo sito Web – è semplice: le informazioni che giungono alle nostre orecchie via etere provengono da fonti tutt’altro che scientifiche, come chiamate via cellulare da parte dei radioascoltatori, oppure osservatori in elicottero e un pot-pourri di telecamere e sensori scollegati tra loro.

Risolvere il problema traffico è invece questione di sincronia e sinergia

: il sistema approntato da Traffic.com in collaborazione col DOT (U.S. Department of Transportation) fornisce via radio un’informazione precisa sulle condizioni del traffico a Pittsburgh e Philadelphia, ma è in procinto di avere un’attuazione più estesa, raggiungendo 40 città statunitensi nei prossimi tre anni.

La rete capta i dati attraverso sensori posizionati in cima a pali alti 6-10 metri

lungo le strade percorse dagli utenti. I sensori, ad energia solare, sono in grado di misurare la velocità, il numero e la densità dei veicoli che circolano su queste strade, e possono distinguere tra auto e camion. Ogni 60 secondi i loro modem senza filo mandano le informazioni raccolte al centro dati di Philadelphia, e vengono trasmesse immediatamente via radio all’utente.

Approssimativamente l’installazione di un numero di sensori sufficiente a coprire il territorio di una grande città costa 3 milioni di dollari (un po’ più di 6 miliardi di lire), dei quali due sono pagati dal DOT. In America, Traffic.com ha il diritto esclusivo sugli utilizzi commerciali di questa rete, ed i proventi vengono equamente divisi con le agenzie locali, che trasmettono i dati via internet o via radio.

E, si sa, dove si dice "proventi" si dice "interesse", tanto più che il prossimo passo consisterà proprio nell’ampliamento dei servizi disponibili (ovviamente tutti a pagamento). La sensazione, dunque, è che questa rete sia destinata ad allargarsi e ad avviluppare tra le sue maglie anche le intasatissime strade del Vecchio Continente.  Per la gioia degli automobilisti europei, ma soprattutto di Traffic.com e delle agenzie locali.