Autore:
Lorenzo Centenari

CHI BEN COMINCIA... Anno nuovo, vita nuova. Soprattutto, per chi si mette in viaggio e imbocca l'autostrada. E non sarà, purtroppo, dolce vita. Da lunedì 1° gennaio 2018, il ticket è in media più salato del 2,74%, ma a seconda della tratta il pedaggio è cresciuto anche in misura maggiore, addirittura fino al 54%. É il caso ad esempio del tronco Aosta-Morgex, il cui costo balza da 5,60 a 8,40 euro. Ma anche la Milano-Serravalle, Tangenziali di Milano incluse, registra incrementi a doppia cifra (+13,91%), mentre sulla Torino-Milano il rincaro è dell'8,34%. E via così.

QUANTE SCUSE Inflazione (programmata o reale), qualità del servizio, recupero della produttività, investimenti in beni devolvibili. Queste le ragioni dei ritocchi alle tariffe addotte in un comunicato dal Ministero delle Infastrutture e dei Trasporti, anche se quella dei pedaggi in progressiva fioritura è una prassi alla quale - ahimé - siamo ormai preparati. Tecnicamente, l'aggiornamento annuale delle tariffe deriva "dall'applicazione di quanto contrattualmente previsto dalle Convenzioni Uniche stipulate dal 2007 in attuazione della legge di riforma del settore n. 296/2006 unitamente alle Delibere Cipe del 2007 e del 2013 che hanno stabilito le formule tariffarie e criteri di calcolo". Certo.

E IO PAGO Agli automobilisti, tuttavia, che la ragione dei rincari dei pedaggi autostradali sia questa o quell'altra, importa ben poco. Conta invece il fatto che al sollevarsi della sbarra il proprio portafogli sarà ancora più leggero. A fronte di un servizio che sarà anche migliore rispetto al passato, ma che di certo non lo manifesta in maniera tangibile. Tanto vale rassegnarsi, incassare il colpo, e conoscere a grandi linee la portata della stangata. E magari, quando possibile, studiare pure percorsi alternativi. 

LA BLACK LIST Sono interessate dall'aggiornamento 23 Concessionarie autostradali, oltre alle tre (T.E.E.M, Pedemontana Lombarda e Bre.Be.Mi.) il cui concedente è la Concessioni Autostrade Lombarde (CAL). Di seguito, tutti gli aumenti. Asti-Cuneo S.p.A. 0,00%, ATIVA S.p.A. 1,72%, Autostrade per l’Italia S.p.A. 1,51%, Autostrada del Brennero S.p.A. 1,67%, Autovie Venete S.p.A. 1,88%, Brescia-Padova S.p.A. 2,08%, Consorzio Autostrade Siciliane 0,00%, CAV S.p.A. 0,32%, Centro Padane S.p.A. 0,00%, Autocamionale della Cisa S.p.A. 0,00%, Autostrada dei Fiori S.p.A. 0,98%, Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. 13,91%, Tangenziale di Napoli S.p.A. 4,31%, RAV S.p.A. 52,69%, SALT S.p.A. 2,10%, SAT S.p.A. 1,33%, Autostrade Meridionali (SAM) S.p.A. 5,98%, SATAP S.p.A. Tronco A4 8,34%, SATAP S.p.A. Tronco A21 1,67%, SAV S.p.A. 0,00%, SITAF S.p.A. 5,71%, Torino - Savona S.p.A. 2,79%, Strada dei Parchi S.p.A. 12,89%, Bre. be. mi. 4,69%, TEEM 2,70%, Pedemontana Lombarda 1,70%.

FACCIAMO UN ESEMPIO Riportiamo infine qualche caso specifico, prendendo in esame alcune tra le tratte maggiormente frequentate dai pendolari. San Cesareo – Roma Sud: da 1,10 a 1,20 euro. Binasco – Milano Ovest: da 1,30 a 1,40 euro. Lodi – Milano Sud: da 2,30 a 2,40 euro. Milano Est – Bergamo: da 3,40 a 3,50 euro. Roma Nord – Orte: da 4,40 a 4,50 euro. Milano Ghisolfa – Rondissone: da 15,60 a 16,80 euro. Firenze Sud – Firenze Scandicci: da 1,10 a 1,20 euro. Ora sapete quanti spiccioli preparare avvicinandovi al casello. E di quanto più poveri sarete alla fine del mese...


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