Autore:
Lorenzo Centenari

EUROGATE Volkswagen Group e i benedetti motori turbodiesel, la telenovela torna di moda. E come per altre puntate, il set viene allestito in Europa e non più negli States. L'autorità tedesca dei trasporti KBA avrebbe ordinato ad Audi il richiamo di nientemeno che 127.000 esemplari, tra quelli che adottano motori V6 TDI. La ragione? Un software per la gestione delle emissioni non esattamente conforme al regolamento.

DOPPIO STANDARD Più nel dettaglio, la Kraftfahrt-Bundesamt (Authority federale dei trasporti a motore) avrebbe individuato all'interno dei propulsori diesel Euro 6 a sei cilindri Audi un sistema elettronico che monitora e parzializza il rilascio di emissioni nocive, degli ossidi di azoto (NOx) in particolare, esclusivamente quando il motore viene fatto girare al banco. In condizioni di marcia ordinaria, al contrario, il software cesserebbe di funzionare. Interessati dal maxi-richiamo sono perciò migliaia e migliaia di A4, A5, A6, A7 e A8, oltre che dei Suv Q5 e Q7.

TUTTO SOTTO CONTROLLO Audi sostiene come un intenso programma volontario di controlli sui propri motori V6 e V8 a gasolio sia già in corso da mesi, proprio in cooperazione con la KBA e al preciso scopo di isolare eventuali anomalie o irregolarità. E che ora, semplicemente, l'Authority federale avrebbe pubblicato il rapporto relativo al software di gestione che equipaggia i suoi V6 TDI. Nulla di inatteso, quindi. Le proporzioni del richiamo restano tuttavia massicce. E non aiutano a dissolvere lo spettro dieselgate.


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