Autore:
Marco Rocca

LA PRIMA VOLTA Mi avevano solo detto che avrei preso parte alle 3 edizione della 20quattro ore delle Alpi ma non conoscevo ancora nel dettaglio cosa mi avrebbe atteso. Se devo dirla tutta, solo il fatto di sapere che si trattava di una gara di durata mi aveva super gasato. Poi le sorprese sono venute un po' alla volta ma quella più grande è stata quando, leggendo il programma, ho capito che avrei guidato la nuova Audi RS4 (proprio quella di cui vi ho parlato un mesetto fa in occasione della presentazione a Malaga). Voi come vi sareste sentiti?

COSA FARE Quindi, per fare il punto: 5 equipaggi, altrettanti giornalisti e copiloti. 4 tappe tra i passi più belli delle Alpi per un totale di 1.200 km. Dalle 12:00 alle 12:00 del giorno dopo senza sosta (se non quella per il cambio equipaggio). E ancora 10 mila curve e 28 passi dolomitici con temperature minime di -16°. Con queste premesse inzia la mia gara di regolarità. 

LA REGOLARITA' Se non sapete cosa sia una gara di regolarità cerco di spiegarvelo brevemente. E' una competizione su strada aperta al traffico (con obbligo del rispetto delle regole del codice della strada) che prevede di passare attraverso una serie di controlli orari (anche detti C.O) entro un determinato tempo, con una tolleranza di 10 secondi, superati i quali si incorrerà in una penalità. 

UN PO' DI F.I.A La manifestazione, organizzata in conformità al Codice Sportivo Internazionale della F.I.A. e sotto l’egida regolamentare dell'Automobile Club d'Italia, prevede la presenza, quale ufficiale di gara, di un Giudice Unico Delegato ACISPORT che redigerà una classifica in relazione ai controlli e all’affidabilità dei singoli equipaggi.

NON TOCCARE QUEL TASTO A me tocca la prima tappa, come detto. Da Corvara, in Alta Badia, a Madonna di Campiglio, storica Home of quattro. Più di 350 km. 
Sono teso, non lo nascondo. Ah per inciso, sapete quale è stata la prima cosa che ha fatto il mio copilota (all'anagrafe Lorenzo Capelli)? Mettere un nastro di scotch sul tasto di accensione della RS4. Perché? Se avessi inavvertitamente spento la vettura saremmo stati squalificati all'istante; meglio non correre rischi (n.d.r). Per regolamento, infatti, i motori delle 5 RS4 non si sono mai spenti durante l’intera 24 ore, rifornimenti compresi. 

CHE AUTO Tutto fila liscio alla partenza. Lorenzo con il roadbook ben a portata d'occhio mi guida senza esitazioni. Dargli retta mentre affondo il pedale tra le curve non è facile, devo tenere un ritmo più umano altrimenti rischiamo di perdere per strada qualche incrocio. 
Come va la questa Audi RS4 ragazzi! Mi piacerebbe farvi sentire i suoi scoppiettii in rilascio, pura poesia per le orecchie di un appassioniato. 
Tra mille tornanti e un fondo spesso ghiacciato la trazione integrale quattro ha dato il meglio di se. Il V6 biturbo da  450 CV e 600 Nm di coppia del 2.9 TFSI semplicemente superbo

E SE SCAPPA? Le ore di guida passano e con esse anche la resistenza a trattenere la pipì. Come faccio? Il colpo di fortuna viene da un passaggio al C.O. all'interno di un'aere di sosta. Non potete immagianare che sospiro di sollievo. Per il resto l'oragnizzazione Audi ha previsto anche uno zainetto con tanto di termos con il caffè in caso di sonnolenza, non è il mio caso. 

LA PISTA SUL GHIACCIO Il piacere di guidare l'RS4 è così elevato che le mie 6 ore passano in un baleno. Ghiaccio, nevischio e asfalto gelido non hanno messo in crisi le Dunlop Winter Sport
Intorno alle 18 abbiamo il timbro dell'ultimo C.O. Ma non è finita qui. Ora si balla sulla pista ghiacciata di Cortina. Solo 7 minuti a disposizione per fare più giri possibile senza rischiare di andare a muro. Le gomme ora sono chiodate e grazie anche all'aiuto del differenziale autobloccante posteriore riesco a tenere i 450 cavalli della RS4. Che goduria i traversi di potenza sul ghiaccio! 

FINO ALLA FINE A questo punto sarete curiosi di sapere come è andata. Il nostro team non ha vinto. Ecco l'ho detto. Purtroppo nella notte una modifica al tracciato non segnalata ci ha fatto perdere 40 minuti con una penalità di altrettanti secondi. Al di là di tutto, però, l'emozione di combattere con il freddo e con un cronometro incorruttibile è stata a dir poco indimenticabile. Ci rifaremo l'anno prossimo. 


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