Autore:
Paolo Sardi

EREDITA’ Dopo otto anni di onorato servizio, l’attuale Skoda Octavia si appresta a godersi la meritata pensione e cedere la scena alla seconda serie, cui in pratica lascia in eredità solo il nome. Stando all’unica immagine sinora diffusa, la nuova Octavia si presenta rinnovata da capo a piedi, anche se nel suo aspetto si coglie qualcosa di familiare.

LA SOLITA NOTA

Vuoi per la vocazione da berlina classicheggiante, vuoi per le ferree logiche di bilancio che spingono a sfruttare al massimo le economie di scala, questa Octavia ha così una faccia che ispira la tipica domanda: "Ci siamo già visti da qualche parte?". La calandra a listelli con la cornice cromata, i fari che sembrano tagliati giù con colpi di machete secchi e decisi, la linea senza fronzoli del padiglione… Chissà, magari è solo un’impressione, ma è un po’ come se i suoi genitori di nome facessero Superb e Passat

OUTSIDER

A prescindere dalle parentele, la nuova Octavia ha comunque una linea molto elegante ed equilibrata, con qualche piccola concessione alla sportività. Il riferimento è alla doppia nervatura sul cofano motore e alla fiancata che presenta un accenno di spigolo tra finestrini e maniglie. Lunga 4,572 metri, larga 1,769, alta 1,462 e con un bagagliaio da ben 560 litri, questa Skoda potrebbe comunque avere ottime possibilità per ben figurare nel suo segmento, soprattutto se venisse confermato l’ottimo rapporto qualità/prezzo della scorsa edizione.

4+2

Tra le frecce a sua disposizione vi è infatti anche un quadro tecnico è di tutto rispetto. Le motorizzazioni sono infatti quelle già apprezzate in altre gamme del Gruppo Volkswagen (toh, che coincidenza…). Quattro sono alimentate a benzina mentre due sono a gasolio. Tra le prime, l’unità base è da 1,4 litri e ha una potenza di 55 kW. Un gradino più sopra si collocano invece due millesei, il primo da 75 kW e il secondo, della famiglia FSI, con 10 kW in più, valori forse più adeguati a stazza e rango della vettura. Al vertice si pone poi il duemila FSI da 110 kW. Quanto invece ai turbodiesel, entrambi adottano il sistema di iniezione diretta con iniettore pompa. Uno, il millenove, dispone di 77 kW, mentre il due litri ne eroga ben 103.

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