Autore:
Paolo Sardi

LOOK DI ROTTURA Per questa volta parole come lifting e restyling le possiamo lasciare dentro il cassetto. La nuova Discovery non ha proprio nulla a che vedere con il modello che va sostituire. Anzi, a ben vedere qualcosina c’è: i fari, che mantengono la forma geometrica complessa di tutte le Land Rover apparse negli ultimi tempi. Il che la dice tutta: si tratta della classica goccia nel mare.

SPIGOLI VIVI La nuova Discovery ha un taglio insolitamente squadrato, tanto che fiancate e posteriore sembrano ricavate con la sega circolare da un blocco unico. Le linee della carrozzeria sono incredibilmente pulite e moderne. Da qualsiasi lato la si guardi questa Land Rover sfoggia una notevole personalità e la si può confondere con una rivale solo dopo essersi fatti fare gli occhiali dal salumiere.GIU’ A 90° Il cofano motore si staglia nitido dal corpo vettura e resta piatto fino ai bordi come un tavolo da biliardo. Anche la mascherina, composta da tre listoni, si sviluppa in un piano verticale mentre più in basso trova spazio un paraurti massiccio come pochi altri. A sporgere dalla sagoma dei lamierati sono giusto i passaruota in plastica, al di sopra dei quali due scanalature movimentano un po’ la fiancata.ZIO PAPERONE La vista più originale è quella del posteriore, in cui scompare la ruota di scorta, ora alloggiata sotto il pianale. Assoluto protagonista della scena resta così il lunotto, molto esteso e asimmetrico mentre ai lati non passano certo inosservate le luci, manco a dirlo pure loro grandi e squadrate. La veduta d’insieme è imponente, complici anche la grande vetratura e l’altezza del padiglione, che consentirebbe di guidare anche indossando la classica bombetta inglese.

OVERSIZE

Le indiscrezioni sugli ingombri d’altro canto parlano chiaro. La nuova Land Rover Discovery cresce di dimensioni, con la lunghezza che sfonda la quota dei 4 metri e 80 e la larghezza quella del metro e novanta. Attorno a questo valore si colloca pure l’altezza, mentre la variazione più importante è attesa a livello di passo, che si allunga di una trentina di centimetri buoni (2,90 metri)

SU TRE FILE

La già ottima abitabilità della vecchia serie viene quindi aumentare ancora. Ciò consente a tutti e sette gli eventuali passeggeri di godere di grande spazio, anche nella terza e ultima fila di sedili. La plancia mantiene solo l’impostazione di massima del passato, con un mobiletto centrale molto voluminoso; ora il suo design è però molto più accattivante, con bocchette circolari e numerosi particolari high-tech.

TUTTO IN UNA MANO

Sul tunnel centrale, in particolare, spunta una nuova manopola che comanda un sistema denominato "Terrain Response". Agendo su di essa il guidatore non deve fare altro che selezionare una delle cinque tipologie di percorso previste. A questo punto la nuova Land Rover Discovery provvedere a tararsi automaticamente per affrontare al meglio quel tipo di fondo regolando ad hoc la ripartizione della coppia, il controllo della trazione, la sensibilità dell’acceleratore e la taratura delle sospensioni pneumatiche, offerte in opzione.

MOTORI AL TOP

Quali siano le esatte ambizioni della Discovery lo lasciano intuire anche i due motori, entrambi di altissimo livello. Al vertice della gamma vi è un V8 a benzina da 4,4 litri di derivazione Jaguar, debitamente rivisto nella curva d’erogazione per trovarsi meglio a suo agio anche nel fuoristrada. Suo partner ideale è un cambio automatico a sei marce con selezione intelligente abbinato poi a uno schema di trazione integrale permanente. Per accontentare la sempre più popolosa tribù dei dieselisti è invece prevista una versione spinta dal 2.7 V6 biturbo realizzato a braccetto dai Gruppi Ford e PSA e a sua volta accordato per rispondere alle esigenze specifiche della Discovery. Questa Land Rover debutterà sul mercato italiano alla fine di ottobre a prezzi ancora da stabilire.