Autore:
Gilberto Milano

L’evento si terrà a Belgrado il 27 febbraio, in una sede non ancora definita. All’asta andranno 13 limousine ufficiali utilizzate dal Maresciallo Tito (o dittatore, dipende dai punti di vista) nei decenni della sua permanenza comando della Yugoslavia. Tredici vetture che faranno sicuramente gola a un esercito di collezionisti, non solo per il nome del proprietario stampato sul libretto di circolazione ma anche per la rarità dei modelli.

I pezzi più pregiati sono due Mercedes 600, rispettivamente del 1967 e del 1978: limousine a sei posti, carrozzeria a prova di proiettile, hard top rimovibile; auto che Tito utilizzava in occasione delle visite dei capi di stato di altri paesi o nei suoi viaggi ufficiali all’interno della Yugoslavia. Per loro il prezzo di partenza è stato fissato in 508.000 dollari l’una.

Interessante anche una Rolls Royce Phantom del 1960, antenata del modello appena presentato a Detroit dalla BMW, nuova proprietaria del prestigioso marchio inglese. Si parte da 206.800 dollari, ma il prezzo di aggiudicazione sarà sicuramente molto più alto. Anche perché nel lotto sono compresi 600 pezzi di ricambio originali.

All’incanto andranno altre dieci Mercedes e altrettante motociclette BMW utilizzate dai numerosi membri della famiglia di Tito e dalle sue guardie del corpo. Per le moto di parte da 12.400 dollari l’una.

Il museo di BistraNon è chiaro invece se faranno parte della vendita le auto appartenute al Maresciallo Tito che abbiamo scovato nel Museo della Tecnica di Bistra, nei dintorni di Lubiana, in Slovenia. Primo perché visti i rapporti tra Slovenia e nuova Yugoslavia (ex Serbia) sembra improbabile una eventuale spartizione dell’incasso; secondo perché delle vetture esposte a Bistra non si parla nel comunicato ufficiale.La ZIL di StalinNon che l’esercito Sloveno navighi in acque più sane rispetto alle armate di Belgrado, ma come si può notare linkando all’indirizzo del Museo, non c’è ombra di quelle che andranno all’asta. E’ tuttavia interessante notare come la passione per i berlinoni di Stato e gli status symbol dell’epoca aveva contagiato anche il presidente della ex-Yugoslavia.

Packard Super Eight
cabriolet del 1937In prefenza Cadillac, di cui si notano due modelli in primo piano (uno del 1954 di colore bianco e uno degli Anni 40, verde). Un’altra limousine Cadillac cabriolet Tito se la fece costruire dalla Ghia negli Anni 60, ma di lei non c’è traccia nelle immagini del museo. Sempre sulla destra, di colore azzurro si nota una Packard Super Eight cabriolet del 1937, la più allegra del gruppo, forse quella che utilizzava nella residenza estiva sull’isola di Brioni.

Davanti alla Packard si nota una una Horch Tipo 951 del 1937, caratterizzata da un enorme baule esterno sul retro, mentre alla sua destra si nota una na Mercedes dello stesso periodo. Proseguendo nella visita, in primo piano si nota la ZIL del 1954, brutta copia made in URSS delle limousine Usa dell’epoca, regalo del presidente russo Nikite Hruščova, ma appartenuta in precedenza a Stalin. Dietro di lei un’altra ZIL.

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