Autore:
Gilberto Milano

La querelle sul nome avrebbe avuto inizio poco prima del Salone di Ginevra, quando un comunicato Fiat svelò per la prima volta come si sarebbe chiamata quella che per tutti era considerata la nuova Panda.

La contrarietà espressa dal colosso francese sarebbe cresciuta fino a trasformarsi in fastidio proprio a Ginevra, in occasione della presentazione

mondiale della Gingo. E sarebbe esplosa nella minaccia di una vertenza giudiziaria in questi giorni, a poco più di un mese dal lancio commerciale, previsto per i primi di settembre.

Meglio evitare rogne avrebbero deciso a Torino, anche perché l’esito di una eventuale disputa giudiziaria non è proprio certo. Ma è probabile che a

spingere l’azienda torinese a tornare sui propri passi siano state anche le critiche giunte da ogni parte sull’abbandono del più simpatico dei nomi Fiat (Panda esiste dal 1980) a favore di un poco apprezzato “Gingo”.

Con la decisione di tornare all’antico si prenderebbero così i due classici piccioni con una fava: si eviterebbero spiacevoli contrasti con il vicino

francese e si accontenterebbero le migliaia di fan del vecchio nome.

Un esempio di pragmatismo che fa onore alla Casa torinese. Così come qualche mese fa fece onore alla Ford rinunciare al nome di GT 40 per la riedizione della sua GT più famosa, piuttosto che cedere alle esose richieste di un intraprendente piccolo costruttore inglese (vedi servizio).


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