Autore:
Luca Cereda

SI FARA' Il nuovo asse Torino-Mumbai ha dato il primo frutto, la Tata Pr1ma. Storia da favola, la sua: di estrazione popolare (per non dire "low cost", dato che la base è quella della indiana Indigo) si è presentata in ghingheri da damigella al gran ballo di Ginevra, addobbata di tutto punto dalla matita di Pinifarina. Un lavoro che non rischierà di rimanere mero esercizio di stile, come forse qualcuno avrebbe potuto pensare. La Pr1ma verrà prodotta in serie, suggellando l'alleanza tra il colosso indiano e il Gruppo torinese, che in India - più precisamente a Pune - ha recentemente aperto un centro di ricerca, design e engineering.

STRATEGIE Durante la conferenza stampa al Salone di Ginevra, Paolo Pininfarina e Ratan Tata hanno dato l'annuncio insieme. Il progetto della Pr1ma getta così un nuovo ponte sul quale si viaggia a doppio senso: da un lato vediamo i designer europei allargare i propri orizzonti verso i mercati in espansione; dall'altro, i costruttori asiatici abbandonare la filosofia del low-cost tout-court per accostarsi a livelli di confort e lusso che consentano loro di far presa sui mercati più ricchi.   

PORTIERA FIRMATA Dalla piattaforma della Indigo nasce dunque una berlina a 4 porte destinata a inaugurare il segmento più alto della gamma Tata. La Pr1ma, però, ha un passo più lungo (2,70 metri), spazi interni superiori e ovviamente tutto un altro sex appeal. Su una silhouette piuttosto filante ed elegante, le linee classiche tendono a prevalere. Il posteriore affusolato, poi, è un altro tratto distintivo, che insieme all'inclinazione del montante posteriore concorre ad accentuare la personalità della Pr1ma. Sulla quale non manca, infine, il marchio di fabbrica del designer: quella porta dal profilo ininterrotto che è praticamente una firma in calce.


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