Autore:
Paolo Sardi

BASTA LA PAROLA? Si fa presto a dire concept car! Dietro questa generica definizione molto usata - e anzi potremmo dire abusata - da parte delle Case, si cela infatti un’infinità di sfumature che va dal semplice esercizio di stile, al modello ormai bell’e pronto per la produzione in serie passando per il manifesto programmatico del design prossimo venturo. E che dire, poi, dell’atteggiamento delle Case? Certe volte fanno le misteriose davanti a veri e propri segreti di Pulcinella, mentre in altre occasioni servirebbe la sfera di cristallo per indovinare il destino dei prototipi svelati ai Saloni.

CONCEPT INTERRUPTUS In questo senso è innegabile che talvolta le decisioni prese dai quartieri generali appaiano inspiegabili. Quanti modelli accolti con entusiasmo dal pubblico e dagli addetti ai lavori sono poi finiti tristemente su un binario morto? Forse troppi. Passi la crisi attuale e passino pure i momenti difficili attraversati nel tempo vuoi da una, vuoi dall’altra Casa. Mettiamoci anche il fatto che esistano situazioni e motivazioni che possono sfuggire agli uomini della strada o semplicemente a chi non siede in un consiglio di amministrazione ma talvolta è forte l’impressione che in certi board si ragioni senza la voglia di osare, di volare alto.

QUELLA SPORCA DOZZINA Proviamo quindi a estrarre dal mazzo delle concept viste negli ultimi anni una dozzina di esempi di macchine che a nostro modestissimo avviso avrebbero meritato miglior fortuna. Chiaramente alcune sono nomination un po' provocatorie e nel gruppo – visto che la speranza è l’ultima a morire  - ci mettiamo pure qualche proposta particolarmente recente, che potrebbe magari ancora trovare la via giusta per finire in qualche listino. Voi cosa ne pensate?


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