Autore:
Alessandro Codognesi

DREAM TEAM Non c’hai una lira mai vuoi l’auto ibrida? Tranquillo, la soluzione c’è e arriva dalla Middle Tenneessee State University. Per le buone idee non servono mai troppe teste: un grappolo di studenti guidati da un professore. Queste sono le persone che hanno pensato e realizzato il sistema in grado di trasformare una normalissima auto, diesel o benzina non importa, in un’ibrida del tipo plug-in. E tutto alla modica cifra di 3.000 dollari. Ecco come hanno fatto.

COM’E’ FATTO Ci sono voluti cinque anni al Prof. Charles Perry e al suo team di giovani studenti per progettare e realizzare l’idea, ma alla fine pare ce l’abbiano fatta. Il sistema in questione sfrutta un principio abbastanza semplice: ai mozzi delle ruote motrici sono direttamente calettati dei motori elettrici, alimentati da una batteria agli ioni di litio sita nel bagagliaio. Non si è resa necessaria nessuna modifica a nessun componente meccanico, freni, albero motore o chicchessia. E i risultati sono stati superiori alle aspettative: a quanto pare, durante i primi test, è stato consolidato un risparmio di circa il 50% lungo un tratto urbano, a bordo di una vecchia Honda del 1994.

FACCIAMO I CONTI Ma alla fine, conviene davvero questo pacchetto ibrido? Proviamo a fare qualche ragionamento puramente matematico. Ad esempio, immaginiamo una persona che in media percorre 20 mila chilometri all’anno, con una vecchia macchina che consumi all’incirca 10 km/l, e che dunque spende circa 3.500 euro all’anno di solo carburante. Tenendo conto che il pacchetto ibrido costa 3.000 dollari americani (che al cambio attuale sono circa 2.400 euro), non è difficile capire come, stando ai risparmi promessi, ci voglia appena un anno e qualche mese ad ammortizzare completamente il costo iniziale.

RISULTATO Certo, è fantaeconomia, anche perché andrebbero prese altrettanto in considerazione le spese di manutenzione, gli eventuali incentivi da parte dello stato, ecc., ma il ragionamento fornisce una prima, grossolana stima, della convenienza o meno dell’investimento. Inoltre, se le batterie agli ioni di litio occupano la maggior parte del bagagliaio, nemmeno il fastidioso marsupio di vostra suocera avrà spazio. Anche se, nel video, il buon Charles Perry promette che le future batterie saranno due o tre volte più piccole. Nodo alla cravatta…

TI RIVEDRO’? Purtroppo però, il kit è destinato a rimanere mero appannaggio delle sole Americhe, almeno per un bel po’. Non esistono infatti i requisiti per superare i test di omologazione europea, quindi per ora non lo vedremo qui da noi. La speranza è che qualcuno, imitando l’idea, provi a realizzare una versione europea del kit, senza venderlo a un occhio della testa. Le ibride di oggi sono ancora molto care, e chi ha il pollice verde ma il portafoglio all'osso difficilmente può permettersi di passare al lato ibrido dell’auto. A meno che qualche genietto, un giorno o l’altro, non si inventerà un marchingegno simile.


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