Autore:
Andrea Sperelli

Eddie Irvine Ci mancherà Eddie (Irvine, per inciso), diciamolo subito. Ci mancheranno le frecciatine sparate a tutti in un italiano sghembo, l’harem che di fisso lo seguiva ai paddock. Il talento disincantato elargito per anni nove. Già meno – con il dovuto rispetto – ci mancheranno i Sato, i Bernoldi, gli Yoong, i Salo. Tutta gente che ha lasciato la piazza con più o meno convinzione.

Gli arrivi, dunque. Grosse attese su Pizzonia, colorato in verde Jaguar

Antonio Pizzonia . Tipetto di 22 anni, con la faccia da Montoya e l’adrenalina tra le dita. Nato a Manaus, in piena Amazzonia, si lamentava per la mancanza di piste nella foresta. Cosa che l’ha costretto al fagotto e all’addio ai cari, casco sotto braccio. Da seguire. Justin Wilson Minardi punta su un gigante britannico. Nome Justin, cognome Wilson, segni particolare: faccia da Lerch – "Chiamato?" della famiglia Adams – e statura da ala grande nella Lega A di basket: 192 centimetri secchi. Roba da mani nei capelli per gli ingegneri di Faenza, alle prese con sedili modello chaise-longue e pedaliere in punta alla macchina.

Poi c’è Ralph Firman, inglese, nuovo uomo Jordan, con un passato in Formula Nippon e un papà immanicato nell’ambiente. Chiude, la novità Toyota: Cristiano Da Matta, brasileiro nato nel ’73 a Belo Orizonte, con un titolo del campionato Cart in saccoccia (nel 2002).

Cristiano Da Matta

Con Schumi che si lucida il giocattolo nuovo, la F2003-GA, perfezionandola per il futuro debutto. Rubens che non vede l’ora di piazzarsi secondo, gli uomini Williams che fanno quelli con le mani avanti: "Troppo forte la rossa. Non ci sarà niente da fare neanche quest’anno". E poi McLaren che tergiversa e si fa desiderare. In Australia ci sarà la vecchia macchina, in attesa della MP4-18, il nuovo gioiellino griffato John Sutton, ex Ferrari.

E la roulette delle qualifiche singole, a mo’ di Super-Pole delle due ruote, per esorcizzare le pennichelle della stagione scorsa. Addio anche alla Eau Rouge, curvettina da oltre 300 orari che timbrava a fuoco i piloti dai non (321 km/h per Schumi). Non c’è più infatti il GP del Belgio: questioni legate alla pubblicità del tabacco. Pronti.


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