Autore:
Stefano Cordara

Polveri, nebbia, smog: le città attanagliate dalla morsa dell’inquinamento si difendono come possono, ovvero fermano le auto. Come mai solo le auto? Certamente è più facile bloccare il traffico che spegnere il riscaldamento a milioni di italiani, certamente è più facile (e remunerativo) per il comune far prendere ai cittadini i mezzi pubblici che spegnere i caldaioni dei palazzi.

Tutto giusto, tutto facile, poi però una mattina il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni si alza e decide che dal 2005 in Lombardia si potranno vendere o acquistare solo auto ecologiche, elettriche a metano o a idrogeno. E per far questo sprona la Fiat (e tutti i costruttori d’auto) a rilanciare la ricerca, come se già non lo stessero facendo. A noi però sorge un dubbio: che non sia solo propaganda politica? Come si fa a obbligare all'acquisto di auto che, se tutto va bene, saranno in vendita tra dieci anni? E poi, siamo proprio sicuri che sia solo colpa del traffico?

E' chiaro che le automobili inquinino, ma facendo una brevissima analisi di

tutto quello che ci circonda è facile notare che i progressi fatti dal mondo dell'auto nel campo della lotta all’inquinamento sono di gran lunga maggiori di quelli fatti da tutto ciò che brucia in città. Una piccola pulce nell’orecchio ve la mettiamo. Prendiamo ad esempio Milano come città campione: chi ci vive ha ben presente le torride giornate estive in cui per giorni il capoluogo lombardo è immerso nella cappa dell’afa. Non si muove una foglia, il traffico è terribile eppure… mai nessun blocco. Perché? La risposta è semplice, d’estate non funzionano i riscaldamenti; la conclusione è quindi che il traffico da solo non basta a far raggiungere agli inquinanti la soglia del pericolo, anche se certo vi contribuisce... Nell’auto i progressi sono tangibili. In pochi anni siamo passati dalla super alla verde, tutti catalizzati, poi il gasolio sempre più pulito, auto che non vanno più, che consumano sempre meno. Degli idrocaburi aromatici (cancerogeni) non parla più nessuno e spuntano fuori le micidiali polveri sottili… e allora tutti a piedi. E poi i controlli, bollini blu, bollini verdi il parco circolante italiano è sempre più nuovo sempre più controllato, ma le caldaie? Sono controllate anche loro? Progresso significa anche comodità, oggi le case si costruiscono con il riscaldamento autonomo, la produzione d’energia si fraziona ed è più difficile controllarla. Certo anche per le caldaie ci sono i controlli di legge ma, guardatevi allo specchio, quante volte l’avete fatta controllare la vostra?

E poi il gasolio, sempre per fare l’esempio di Milano, pare che oltre l’ottanta per cento degli edifici pubblici (scuole, amministrazioni eccetera) utilizzi ancora questo tipo di combustibile per alimentare le caldaie (che non sono catalizzate come le auto). Riconvertire a metano SOLO questi edifici significherebbe eliminare circa 7 tonnellate di polveri sottili all’anno.

Crediamo, quindi, che chi ci governa sia obbligato moralmente a dare il buon esempio: non certo andando semplicemente a lavorare in bicicletta ma creando la coscienza ecologica in tutti i cittadini che spesso hanno l’animo più verde delle amministrazioni. Senza aspettare l’auto ad idrogeno (oggettivamente improponibile almeno fino al 2010) ci sono soluzioni più immediate.

Il metano ad esempio c’è, esiste e inquina pochissimo. E allora, perché le stanno sparendo le filovie e aumentano gli autobus, perché gli autobus a gasolio e non vengono riconvertiti a metano? Perché non si obbligano le compagnie di taxi ad utilizzare solo auto a metano o elettriche? (si potrebbero ricaricare durante le soste). Perché non incentivare le pool car? Ma, soprattutto, perché ci sono ancora le caldaie a gasolio?

Voi cosa ne pensate? Quali suggerimenti proponete per risolvere il problema dell’inquinamento? Vi sta bene attendere fino al 2005 o avete altre soluzioni da proporre?


TAGS: smog caccia all'untore