Autore:
Luca Pezzoni

IMPRINTING Fedeli all'imprinting dei fondatori, gli eredi spirituali del marchio sotto l'egida BMW hanno creato una coupé che reincarna lo spirito del lusso adattato in chiave sportiva. E se i malpensanti possono pensare ad un tentativo di allargamento di gamma, ricetta comune applicata da altri costruttori per rimpinguare le vendite, è pur vero che la EX101 sembra uscire indenne dal tempo e dai cambiamenti di proprietà.

CLASSE EX sta per Experimental, nomignolo con cui in Rolls Royce erano identificati i concept

nella prima metà del secolo scorso. Buona abitudine ripristinata ai nostri giorni. La concept discende, come la convertibile EX100, in modo evidente dalla monumentale Phantom, di cui declina in chiave sportiva diversi concetti, e dalla quale prende in prestito il telaio space frame in alluminio.

LORD DESIGN

In realtà è cosa altra. Certo, le linee sembrano disegnate da un congresso di Lord. E le porte, una volta aperte, aprono la vista ad un salotto che odora di pelle e di lavoro umano. Tutti particolari che, insieme all'inconfondibile stile aristocratico parlano delle vere tradizioni d'Oltremanica.

MODERNA

Ma è anche vero che tutto questo sapore old fashion non pregiudica la EX 101. Che non sembra uscita da un film Anni 60 e neppure è la replica di un vecchio modello del passato. L'interpretazione della coupé con la dea alata sul cofano vive di luce e personalità contemporanea.

GRAND TOURING COUPE'

La Rolls sportiva calatasi a Ginevra riesce a coniugare i classici stilemi della Casa con una silhouette che, se non suggerisce cordoli bianchi e rossi, lascia trasparire un'immagine di forza possente o, se preferite, di calma apparente. Il design e la stazza sono da coupé extralarge. Quasi da highway americana. Ma solo perchè si è abituati a giudicare con i canoni abituali. Se si pensa che è una Rolls-Royce, invece, non si può non apprezzare il lavoro di cesello e di misura del team capitanato da Ian Cameron.

LONG BONNET

Unica esagerazione, eppur tuttavia gradita, è la soluzione "long bonnet", che disegna un cofano lungo e imponente che richiama bolidi in stile Marinettiano. E sempre il cofano, in contrasto bicolore con la carrozzeria scura, disegna una V che parte dal radiatore e si allunga fino alla cornice del parabrezza. Piccolo particolare, l'effetto argento è in vivo alluminio spazzolato e non, banalmente, un pezzo di lamiera verniciato.

GRIGLIA INCLINATA

La linea è fatta di molti accenni a un dinamismo non esasperato. A cominciare dalla classica e imponente griglia anteriore, presente come vuole la tradizione ma inclinata il giusto per sembrare sportiva. O come la fiancata, che scorre via liscia, appena appena solcata da una sottile nervatura.

CINTURA

Proprio la linea di cintura, pur non assomigliando neppure lontanamente ai pantaloni a vita bassa da teenager, è più bassa che sulla Phantom. Anche grazie a questi giochi di misure e, nonostante la mole e le dimensioni non proprio da Miss (5,5 metri di lunghezza e quasi 1,6 di altezza), la 101 appare acquattata come un gattone pronto a muoversi. Lunga certo, ma anche larga: la carrozzeria da finestrino a finestrino misura quasi due metri.

OCCHI ROBOTICI

I fari anteriori poi si inseriscono sul granitico frontale con due elementi separati dal sapore e dall'aspetto hi-tech, soprattutto accesi, con una sottile striscia di diodi a fare da sopraciglia e un cerchio rotondo non troppo grosso e allo xeno a riempire il vuoto sotto.

MANIGLIE DAVANTI

Una volta aperte le porte, i progettisti ci tengono a sottolinearlo, per entrare nell'abitacolo della loro coupé sperimentale non è necessario calarsi ad altezza go kart e possedere doti ginniche da pentatleta. Tutto si può fare, con comodo. Altri dettagli di classe si rintracciano nel posteriore, con i tubi di scarico integrati nei paraurti in modo grintoso e discreto al tempo stesso. O sempre guardando da dietro, nei fanali molto sobri ed eleganti. Rassicuranti i cerchi da 21" dallo stile classicamente sportivo e apprezzabile, e l'utilizzo attento di dettagli cromati.

RETAGGI

Particolare anche la cornice del parabrezza, tutt'uno con i piccoli finti deflettori anteriori. Questo particolare sembra retaggio diretto della cabrio EX 100 e dipende dallo space frame sottostante, che contribuisce a donare solidità strutturale in caso di ribaltamento. Stile di classe ma anche al servizio della sicurezza. Incomprensibili invece, tanto sono fuori posto, le pinze rosse dei freni. Potevano risparmiarsele, ma si possono sempre riverniciare.

PRIMINOVECENTO

Nel complesso, tra particolari innovativi e citazioni riattualizzate, il look si posiziona a metà strada tra le durezze postmoderne e i richiami d'epoca. Come, per esempio, la linea che va dal tetto e arriva al padiglione, che di profilo sembra un hard top appena appoggiato sopra la linea di cintura e, specialmente visto da dietro con il lunotto schiacciato, strizza l'occhio agli anni d'oro del novecento.

AMBIENTE SARTORIALE

Se il trattamento esterno convince, il salone Rolls-Royce per i ricevimenti interni non lascia certo delusi. C'è tutto quanto ci si aspetta: lusso, materiali pregiati e ricercatezza. Un campionario completo della buona tradizione anglosassone, compreso il "fatto a mano". Quasi superfluo ricordare che le sedute sono delle vere e proprie poltrone rivestite di pelle che accolgono comodamente 4 persone. Che i legni pregiati non si limitano ad un presunto listello plastificato, come accade su molte pretenziose berline di fintolusso, e che gli strumenti di bordo sono rotondi e analogici. Come devono essere su una Rolls, anche se di taglio sportivo.

TETTO DI STELLE

Poi ci sono le sorprese. Magari discutibili. Come ad esempio il tetto stellato che sovrasta i passeggeri della EX101. Ebbene sì, sfruttando la tecnologia delle fibre ottiche tanti piccoli led riproducono il più romantico dei panorami possibili. Nonché il più bizzarro soffitto automobilistico. Oppure concessioni alla modernità come la statuina luminosa della EX 101, destinata a dividere i giudizi. Innovazione adeguata ai tempi, fatti di reality show e veline al potere, o sacrilegio di un'icona degna di un rasta jamaicano in giro per le fumose strade di Kingston? Ai posteri l'ardua sentenza.

6,75 LITRI

Passando alla meccanica, iniziamo con i dodici cilindri del propulsore d'alluminio che regalano una cilindrata di 6,75 litri, e alla raffinatezza progettuale, che comprende anche l'iniezione diretta e 457 cavalli. Quadrupedi numerosi, che non vanno a scapito della dolcezza di funzionamento. In più, il propulsore è bello da vedere, con le targhette rosse RR che contrastano sulle cromature..

COPPIA REGALE

La coppia massima (720 Nm a 3.500 giri), gestita da un cambio automatico a sei rapporti, è disponibile in gran parte (circa il 75%) a poco più di mille giri. In fondo stiamo pur sempre parlando di una signora. Noblesse oblige. Il servosterzo è ovviamente sensitivo e interpreta il giusto grado di assistenza in funzione della velocità e dello stile di guida. Per dare giusta soddisfazione ai gentleman driver.

CURIOSITÀ

Un accenno per alcune, tra le tante, particolarità. Il serbatoio del carburante contiene 100 litri tondi tondi della oramai davvero nobile benzina. Le porte, dopo essere state aperte, si richiudono premendo semplicemente un bottone. Il baule ospita comodamente le valigie necessarie per un week end ed è rifinito come si deve, ad esempio con la soglia in vero acciaio. Perchè la classe non è acqua.

SIMPLY ELEGANT

Se dovesse arrivare dai concessionari potrebbe anche dare molto fastidio alle Bentley, tradizionale scelta conservatrice nell'ambito delle coupé di classe. Sembra, tra l'altro, che questa Experimental non sia un capriccio del marketing ma una precisa risposta a desiderata espressi da clienti affezionati.

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LA SCHEDA TECNICA

Porte

2

Posti

4

Lunghezza

5.609 mm

Larghezza

1.987 mm

Altezza

1.592 mm

Passo

3.320 mm

Capacità serbatoio

100 litri

Motore

6.749 cc iniezione diretta V12

Potenza max

457 CV

Coppia max

720 Nm (3.500 giri)

Cambio

6 velocità automatico

Pneumatici

F 255/50R21 R 285/45R21

Cerchi

F 8 1/2J R21 R 9 1/2J R21

 

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