SEMPRE MENO GRADI Per fortuna che lo staff del G4 Challenge mi aveva assicurato che dal grande freddo dei primi giorni la temperatura sarebbe aumentata. Oggi, al risveglio, la borraccia-termometro è completamente congelata e la ragione sono gli undici gradi sotto zero che bisogna affrontare all'uscita dalla tenda. Ma non c'è vento, il clima è secco e forse ci stiamo abituando, e non è una grande sofferenza tanto che smonto la tenda senza guanti. Ci aspetta la prima prova, di orienteering, in cui i concorrenti devono cercare le serrature in cui infilare le loro chiavette elettroniche e registrare il loro passaggio tra le rovine di un villaggio, sulla base di indicazioni fotografiche. La scenografia è notevole e il nostro Marco rimbalza da una parte all'altra senza trovare le sue serrature...

DAL DESERTO A LANDE PREISTORICHE La giornata prosegue con prove di biking, abseiling e jumaring, le Land Rover Discovery oggi non gareggiano e sono messe alla prova soltanto nell'attraversamento del Sahara Boliviano, con la seconda prova ambientata su una grande duna di sabbia fine, come quella del Sahara africano. Il Sahara Boliviano, invece, è un paesaggio fatto di dune di sabbia, rocce che tirano fino al rosso e valli verdi e preistoriche in cui ci si aspetta di vedere volteggiare uno pterodattilo. Si incontrano, immersi nel nulla, piccoli villaggi come Polulos, con quattrocento anime e con tanto di stazione radio, dove riusciamo a trovare pane fresco e anche una birretta boliviana. Volendo potremmo comprare anche un armadillo impagliato. Anche no, grazie.

SU E GIU' PER I MONTI Riprendiamo la marcia nel deserto e continuiamo a salire, la vegetazione scompare del tutto e la strada corre sul crinale di rilievi a panettone, su e giù, fino a portarci a quota 4700 metri sulla cima più alta. Un paesaggio surreale, tagliato soltanto da questa strada che sembra disegnata da un bambino. Si scende poi fino ai 4500 metridi San Vicente, un villaggio costruito intorno alla miniera di argento e piombo con casette dal tetto ondulato ma ricco di campi giochi e campi da calcio e da basket. Qui c'è un museo grande come una stanza, con lo scheletro di Butch Cassidy. La postazione militare ormai non esiste più ed è abitata dai locali, ma rimangono le scritte e i disegni. Poi si scende ancora fino al campo base a quota 4000, il campo più alto dello stage 4. Non suggestivo come gli altri, il Carrot Camp, in una valle battuta dal vento: il termometro della Range dichiara 4 gradi ma con il vento che scuote le tende la temperatura percepita sembra decisamente inferiore ai -11° del risveglio. Sarà una notte dura...


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