Autore:
Luca Cereda

A VOLTE RITORNANO 16 anni dopo, Porsche si riprende Le Mans. Intanto come esperienza vissuta: adrenalina, storia, prestigio; se poi alla fine arriverà anche il trofeo, sarà un ritorno da incorniciare. I tedeschi di Zuffenhausen mancavano alla 24ore per eccellenza dal 1998: tanto, troppo tempo. Oggi si riallaccia un filo interrotto con la storia, e la missione è affidata alla mostruosa Porsche 919 Hybrid.

HI-TECH Una palestra di tecnologie per il futuro: la Porsche 919 Hybrid è di una complessità ingegneristica e aerodinamica portate a un livello sempre maggiore dal regolamento della LMP1, la classe regina di Le Mans. Dove quest’anno i prototipi sono costretti a correre consumando il 30% in meno del carburante (benzina o gasolio) rispetto allo scorso anno, rispettando stringenti parametri di utilizzo dell’energia.

ENERGIA DI RECUPERO Mission impossible? Non per la Porsche 919 Hybrid, che si presenta a Le Mans con un sistema ibrido particolare. Il motore termico, in posizione posteriore, è un 4 cilindri a V da 2.0 litri di cilindrata sovralimentato a iniezione diretta da 500 cv di potenza. A supporto ci sono due sistemi per recuperare energia sia in fase di frenata sia di accelerazione: il KERS e l’ERS. Il primo, montato sull’avantreno, sfrutta la massa sull’asse anteriore (che è maggiore) per trarre linfa dalla frenata, e quando poi si ricicla in motore elettrico, chiamato in causa nella spinta, trasforma la 919 in una vettura a trazione integrale. L’ERS, posizionato sul condotto di scarico, si serve invece della sovralimentazione in eccesso, di due turbine e di un generatore di corrente per caricare una blocco di batterie agli ioni di litio. Un’altra mano ad ottimizzare i consumi la dà anche l’aerodinamica. Senza dimenticare che la Porsche 919 Hybrid pesa a secco solo 870 chili ed è fatta, come una monoposto di F1, perlopiù di fibra di carbonio alluminio altoresistenziale.

SCHEDA TECNICA DELLA 919 HYBRID
Monoscocca: monoscocca in fibra di carbonio composita con alveolare in alluminio
Batteria: agli ioni di litio
Motore: V4 con sovralimentazione turbo, 2.000 cm³ di cilindrata da 500 cv
Trazione: posteriore, integrale mediante KERS sull’avantreno
Cambio: idraulico sequenziale da gara a 7 marce
Differenziale: posteriore autobloccante
Sospensioni: anteriori e posteriori indipendenti su multilink, sistema pushrod con ammortizzatori regolabili
Sterzo: idraulico a cremagliera
Impianto frenante: idraulico a doppio circuito, pinze freno monoblocco in lega leggera, dischi autoventilanti in fibra di carbonio anteriori e posteriori
Pneumatici: Radiali Michelin, anteriori e posteriori: 310/710-18
Peso a secco: 870 kg
Serbatoio: 66,9 litri
Misure: altezza 1.050 mm, larghezza 1.900 mm, lunghezza 4.650 mm


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