Autore:
Luca Pezzoni

DENTRO LA NOTIZIA Alcuni hanno visto la notizia nella presenza in forze delle Case europee, compresi gli atelier che presidiano il segmento luxury. Altri hanno toccato con mano la presenza delle solite copie o ispirazioni troppo fedeli alle auto occidentali. Nel frattempo impossibile far finta di niente: i cinesi iniziano a creare senza copiare, andando ad occupare nicchie come quelle dei crossover o prendendo le misure alle "ammiraglie". Confusione, sorpresa? Non proprio.

ECONOMIA RUGGENTE La Cina sta diventando un mercato sempre più importante. Con percentuali di crescita del reddito pro-capite a due cifre che si riflette su capacità di spesa e ricerca di auto di nicchia. Dalla Porsche alla Chery, dalla Brilliance fino all'Audi Q5 presentata in anteprima mondiale. Posizioni e obiettivi diversi si radunano vicino a piazza Tien An Men. Come i centri stile delle case, Volkswagen presenta una berlina interamente disegnata in Cina, anche le kermesse dell'auto diventano davvero globali. E i grandi professionisti si uniscono agli esordienti, proprio come alle Olimpiadi.

LA GRANDE MURAGLIA A dare fuoco alla torcia i numeri del mercato interno, in perenne crescita come gli indici economici. Le auto tirano e rappresentano lo specchio di un nuovo modello di vita. Nel 2007 sono state registrate 5,2 milioni di immatricolazioni (+21%) sul 2006, e non ci sono segni di recessione. Basta fare un giro per le strade di Pechino: ci sono ancora le corsie dedicate a bici e carretti, ma rimangono ormai quasi vuote. Si sprecano invece gli ingorghi e le code sulle corsie. Con semafori che rimangono sul rosso anche per 5 minuti di fila, secondo i cinesi l'unico modo per smaltire il fiume a motore che si ingorga lungo East Chang Avenue nel "rush hour".

NON SOLO COPIE Costose, economiche, alcune esotiche Porsche o anche una sfilza di Audi A6 (prodotta in loco), modello parcheggio aziendale. La grande muraglia di auto cresce. E se i quasi 100 costruttori cinesi nel 2007 sono riusciti ad erodere quote di mercato interno ai coreani significa che, mentre i miti europei rimangono lontani, l'industria locale cresce bene. E lo dicono familiari firmate da Pininfarina, suv, crossover e pure ammiraglie.

SCOMODATE E lo testimoniano i comportamenti dei "nobili" casati: non si regalano anteprime o attenzioni a Saloni (e mercati) poco importanti. Si sono prese il disturbo Audi con la Q5, Nissan con la berlina d'alta gamma Teana. E pure Mercedes con la GLK in versione definitiva e Porsche con la Cayenne Turbo S. Fino alla Rolls, che presenta sul mercato asiatico la nuova Phantom coupé fresca del battesimo ginevrino. Senza contare la categoria delle "mezzosangue".

STRANI INCROCI Auto specifiche per il mercato interno sotto insegne di costruttori occidentali, figlie di partnership, travasi di tecnologia o riutilizzi su licenza di modelli ormai desueti, magari riveduti e corretti. Prodotte in joint venture da produttori locali e player globali. È il caso della Volkswagen, con una Passat che incrocia linee che noi associeremmo alla Superb e alla precedente generazione. Mentre Ford prova a far breccia con un modello di buon successo europeo come la S-Max ridotta a soli 5 posti, facendo leva su una maggiore connotazione sportiva.

BUICK LACCATA E poi ci sono "vecchie glorie" che hanno trovato ispirazione e consensi. Come Buick che riesce a trovare in terra cinese tutta quella gloria che neppure negli States riesce a raccogliere. Non a caso il palcoscenico pechinese ha visto il debutto del concept Invicta. Una berlina di taglio sportivo, ben disegnata, lucida e brillante come e più delle anatre laccate, vanto gastronomico della città.

TAGLIO INGLESE Un mercato di importanza tattica e strategica. Ecco spiegati quindi gli annunci di Aston Martin che prosegue la sua apertura di dealer dedicati, di Hyundai che investe in stabilimenti locali, di Chery che sarà il primo marchio locale a proporre sul mercato interno un'auto ibrida. Perché l'altro fenomeno che sembra trovare conferma nel salone di Pechino è la passione dei Cinesi per le auto di nicchia.

AVVICINAMENTO I modelli da ostentare diventano le supercar, i crossover o le auto firmate da stilisti rinomati. Come la versione station della Brilliance BS4 disegnata e ingegnerizzata da Pininfarina, tutto meno che un'auto poco credibile. O la nuova ammiraglia Roewe, la 550, che smette di essere una copia della vecchia Rover 75 e tenta di diventare un bel cigno. Un tangibile avvicinamento al mondo automotive evoluto. Basta guardare i siti Internet dei produttori locali o le brochure dei modelli europei, che riprendono pur adattati al gusto (e agli ideogrammi) locali, stili di comunicazione occidentali.


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