Autore:
Luca Cereda

PUGNO DI FERRO La riforma del Codice della Strada torna d'attualità in quest'ultima decade vacanziera, tra le dichiarazioni del sottosegretario al ministero dei Trasporti e le parziali smentite del ministro stesso. E anche se le voci politiche non parlano ancora all'unisono e in modo chiaro, emerge una linea guida: usare maggiore severità con chi sgarra e rendergli la vita più complicata nel rimediare all'errore attraverso il riaccredito dei punti. Necessario, dunque, perdere al più presto alcuni brutti vizi: si discute addirittura l'ipotesi delle manette in caso di incidente provocato guidando col telefonino in mano. Ma vediamo meglio dove e come colpirà il pugno di ferro.

NON PIU' ANONIMO Sarà più difficile la salvaguardia dei punti-patente senza la scappatoia del 126 bis, ammesso che l'articolo venga effettivamente abolito come si dice. Il Codice prevede la possibilità di non dichiarare chi stava alla guida al momento dell'infrazione registrata dall'autovelox; la pena è una sovrattassa di 250 euro sulla multa, il vantaggio sta appunto nel non perdere i punti. Fine della pacchia, probabilmente.

SEGGIOLONE IN MOTO Allo studio ci sono anche delle correzioni volte a rendere più chiare prescrizioni abbastanza sibilline, o a regolamentare in maniera unica situazioni al limite tra due diverse applicazioni del codice. Il primo caso riguarda il trasporto dei bambini su due ruote; con la riforma dovrebbe essere proibito ai minori di 5, mentre quelli dai 5 ai 12 anni, se più bassi di 1,50, potranno essere portati su appositi seggioloni a patto che alla guida vi sia un genitore. Armatevi di un metro a nastro sotto la sella, dunque: le sanzioni ammonteranno a 285 euro di multa e il fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni (che saliranno a 90 se si commetterà la stessa infrazione due volte in un biennio).

PRECEDENZA AL PEDONE La regolamentazione del passaggio pedonale, invece, cambierà a favore di chi attraversa. Oggi la legge prevede che l'automobilista (o motociclista, o ciclista) dia la precedenza al pedone solo nel caso in cui, accingendosi ad attraversare, abbia già calpestato le strisce. Con la rivisitazione del codice, dare la precedenza al pedone sarà obbligatorio anche quando questo si trovi ancora sul marciapiede e in procinto di attraversare.

NEOPATENTATI IN PANDA E se al conducente si richiede maggiore attenzione, il monito diventa ancor più severo quando si rivolge ai neopatentati. A loro, la stretta paventata dal governo potrebbe togliere la possibilità di guidare auto di grossa cilindrata nei primi anni dall'acquisizione della patente. Contemporaneamente verrà confermata la normativa per la quale, nei primi tre anni, ciascuna violazione del codice stradale verrà sanzionata con un decurta mento del doppio dei punti previsti.

TELEFONINO DIETRO LE SBARRE Dopo la frenata del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, seguita alle dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario Bartolomeo Giachino, non si sa effettivamente fino a che punto questi propositi saranno applicati fino in fondo. Il ministro Altero Matteoli ne discuterà a breve in una tavola rotonda appositamente convocata per affrontare i problemi della sicurezza in strada. Di certo c'è l'intenzione di puntare il dito su alcuni pessimi comportamenti come l'alta velocità, la guida in stato d'ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti. Ma per rischiare grosso basterà molto meno, se è vero che causare un incidente guidando col cellulare in mano costerà l'arresto al conducente e sottoporrà il veicolo al fermo amministrativo.