OCCHIO AL TRANELLO Pochi sanno che i comportamenti illeciti previsti dal Codice della Strada sono puniti secondo le norme di una noiossissima legge, la n. 689 del 1981, che regola anche i meccanismi di impugnazione delle multe. Rispettare i limiti di velocità è sicuramente buona norma per ogni automobilista e per ogni motociclista. Diventano più difficili da rispettare quando i cartelli sono stati maliziosamente apposti dietro una siepe, accanto a un cartellone pubblicitario e magari spuntano improvvisamente su una statale a due corsie obbligando a procedere a cinquanta km/h per ragioni spesso incomprensibili. Sono addirittura ridicoli quando impongono velocità inferiori ai trenta km/h: in questi casi il senso dei numeri arabi sfuma grandemente, perché in realtà sostituisce espressioni più colorite tipo "a passo di lumaca", sconosciute al lessico della segnaletica.

DIABOVELOX Per esempio, l'accertamento delle infrazioni per eccesso di velocità è affidato a un diabolico apparecchio: l'Autovelox, un ritrovato della tecnologia iscritto di diritto nell'albo dei nemici degli Italiani. Onestissimi cittadini in preda alle allucinazioni azzardano frenate al limite in autostrada perché giurano di aver visto una pattuglia con l'apparecchio, mimetizzata tra le frasche al limite dell'autostrada, camionisti si segnalano a vicenda la dislocazione di questo strumento sulle strade, come fosse una mina antiuomo.

BECCATO Nonostante la creatività e il sesto senso degli automobilisti, a volte è impossibile evitare la multa, che arriva per posta qualche tempo dopo e viene accolta come una profonda ingiustizia. Come evitare di pagare le centinaia di migliaia di lire richieste dalla sanzione? Questa è l'unica preoccupazione dell'automobilista indisciplinato colto sul fatto.

SCAPPATOIA Un rimedio in questi casi esiste e ci viene offerto da un recente indirizzo della Corte di Cassazione. La sentenza n. 4010/2000 ha infatti stabilito che se "la contestazione immediata della violazione amministrativa alle norme del codice stradale, pur concretamente possibile, non è stata effettuata, legittimamente dispone l'annullamento del provvedimento sanzionatorio emesso dal Prefetto In soldoni, se la multa arriva a casa senza che sia stato intimato l'alt subito dopo il rilevamento dell'eccesso di velocità, il malcapitato contravventore può chiedere l'annullamento del provvedimento al Prefetto oppure al giudice.

FORMULA MAGICA Molto spesso infatti i verbali di contestazione contengono una motivazione generica per giustificare la mancata contestazione. Una formula molto comune è la seguente: " la violazione non è stata contestata immediatamente in quanto l'accertamento è stato effettuato con apparecchiature di rilevamento che consentono la determinazione dell'illecito successivamente al passaggio del veicolo oggetto del rilievo ormai distante dal punto dell'accertamento, comunque nell'impossibilità di essere fermato in tempo utile e nei modi regolamentari, mentre gli Agenti accertatori erano impegnati al controllo dell'apparecchiatura di rilevamento ai fini di una corretta funzionalità

SCAPPATOIA L'interpretazione della Suprema Corte segna il passo rispetto ad una prassi ormai consolidata presso la Polizia Stradale in netto contrasto con l'art. 200 del Codice della Strada, che prevede appunto la contestazione immediata della trasgressione. Una deroga a questo disposizione è prevista delle disposizioni attuative previste dallo stesso Codice che sancisce la possibilità di non provvedere a tale contestazione nei seguenti casi:

* impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità;
* attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa;
* sorpasso in curva;
* accertamento di una violazione da parte di un funzionario o di un agente a bordo di un mezzo di pubblico trasporto;
* accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento che consentono la determinazione dell'illecito in tempo    successivo ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento o comunque nella impossibilità    di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari.

CASSAZIONE DIXIT L'importanza della contestazione immediata risiede nella possibilità di reazione da parte dell'automobilista, che può annotare sul verbale le circostanze a lui favorevoli, sicuramente evidenti nell'immediato, ma più sfumate distanza di mesi dall'accaduto: per esempio, chi potrà ricordare che il cartello con il limite di velocità era seminascosto? Per questa ragione, la Cassazione ha stabilito che anche quando si usa l'Autovelox, l'eccesso di velocità va contestato, per esempio, con una pattuglia appostata a distanza che blocchi il contravventore, mentre non è sufficiente asserire nel verbale che è stato impossibile fermare il veicolo.

RICORSO Le circostanze che rendono impossibile tale contestazione devono essere oggettive, e devono essere provate in giudizio dalla pubblica amministrazione. Se così non fosse, si può chiedere l'annullamento del provvedimento al prefetto, oppure al giudice.


Come impugnare il provvedimento

Nei casi di mancata contestazione immediata della sanzione e negli altri in cui non sono state rispettate le formalità previste dalla legge, è possibile impugnare la multa con due mezzi: il ricorso al giudice di pace e il ricorso al prefetto, entrambi gratuiti (non si pagano bolli).

Il ricorso al giudice di pace può essere proposto anche senza l'assistenza di un legale e va proposto entro trenta giorni (o sessanta se lo prevede il verbale) dalla notificazione del verbale o dalla ricezione della multa.

Per conoscere dove è ubicato l'ufficio del giudice di pace competente è sufficiente visitare il sito www.giustizia.it, cliccare su "ricerca uffici giudiziari", selezionare il pulsante relativo al giudice di pace e inserire la località dove è stata sollevata la contravvenzione: comparirà l'indirizzo del giudice dove va iscritto il ricorso. Attenzione, se il ricorso viene rigettato, l'ammontare della sanzione sale.

Il ricorso al prefetto è uno strumento più elastico perché in esso possono essere fatti valere maggiori argomenti, non solo formali, rispetto a quelli proponibili dinanzi al giudice di pace, ma è più raro ottenere soddisfazione, poiché il prefetto è organo appartenente alla stessa autorità che ha irrogato la multa e pertanto difficilmente ne sconfessa l'operato. La maggior parte degli uffici di polizia comunale dispongono di modelli prestampati da compilare per l'impugnazione. Anche in tal caso, se il prefetto non risponde entro un dato termine oppure rigetta il ricorso , la sanzione aumenta. In entrambi i casi è necessario allegare alle domande il verbale che si intende impugnare.


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